Riflessioni sparse su Leonardo

Riflessioni sparse su Leonardo

di Andrea Cirelli

Quando l’arte è comprensibile alla cultura corrente, quando ne parla lo stesso linguaggio è arte? O è l’uccisione dell’arte? Per Platone l’arte, pur sublime, non è per tutti, nell’arte c’è la deviazione.
La società ideale è senza arte?
Un uomo di cultura può facilmente fare associazioni tra letterati, pittori, epoche, storia. Cioè descrivere esperienze, opere , ciò che si è vissuto , in relazione a quello che si conosce, a quello che si è amato, ai grandi che hanno preceduto.
E’ questa la conoscenza? O è cultura, o linguaggio di una epoca? Non smetto di farmi domande . Non è forse la conoscenza qualcosa di altro, non solo sapere o percepire ma saperlo poi spiegare, trasmettere? Mai ho ascoltato critici capaci di insegnare le regole dell’arte né, tantomeno grandi artisti occuparsi di critica d’arte.
Questi sono pensieri in libertà, per quanto questa sia possibile. Sono stato chiamato ad intervenire in un prossimo evento su Leonardo da Vinci. Forse qualcuno c’è che ha dettato delle regole, Marco Vitruvio Pollione che ha dato regole di proporzione “aurea” per quanto concerne l’architettura ed anche l’uomo. Leonardo si è misurato con questo in quello che è il disegno più celebre della storia umana.
Pensieri in libertà, per ora, sono stato chiamato per chiarire il pensiero di Freud su Leonardo, ma spero di andare oltre una visione, in questo caso limitatamente pansessuale della psicoanalisi.
Il limite della psicoanalisi e della psicologia in generale, a mio parere, è quello di rivolgersi sempre al passato; il passato ha costruito il presente, la causa ha generato l’effetto.
Come è possibile aggirare questa “verità” inviolabile?
Pensando che non sempre è così, non necessariamente è così. E’ sufficiente porsi uno scopo e quindi l’effetto attuale sarà in funzione dello scopo futuro. Altrimenti, come alcuni, dovremmo credere che l’eplosione artistica, intellettuale e tecnica sia dovuta a Maometto il conquistatore che sottomise l’impero Bizantino. L’impero era ancora il padre potente e tradizionale che dettava le regole, morto il vecchio padre i figli occidentali erano finalmente liberi di fare a modo loro.
Veramente fu così? Forse in parte ma questo giustifica l’esplosione del genio dell’uomo del futuro Leonardo? Di fatto, al contrario di ogni funesta previsione dell’epoca e di Pio II, liberi dall’impero, ci fu il grande sviluppo del pensiero occidentale.
Aristotele spiegava che per poter trasmettere la conoscenza bisognava provocare la curiosità, il piacere negli altri, si dovevano utilizzare esempi, un linguaggio chiaro, delle metafore, tutto ciò che poteva suscitare divertimento, interesse ed attenzione. Come applicare l’insegnamento di Socrate per il quale tutti sanno tutto ma bisogna saper tirare fuori da ognuno la propria sapienza.
Nella poesia si utilizza la rima con virtuosismo, per sorprendere per piacere. Nella pittura ogni grande artista desta meraviglia, sorpresa, rivelazione.
Come possiamo non meravigliarci nel vedere S. Anna di Leonardo, nello sguardo amorevole delle due donne verso il bambino. Come non riconoscere nelle due donne le due madri di Leonardo? Non la rappresentazione di una qualche antica sofferenza ma il riconoscimento d’amore da parte dell’artista che figlio illegittimo secondo le regole sociali della propria epoca, diventa il figlio più amato della grande vita tanto da diventare il più grande genio.
Come non riconoscere nell’Annunciazione lo sguardo dell’angelo che entra nello sguardo di Maria? Bisogna parlare di intenzionalità, di informazione, di determinismo, di eros, nel suo significato di vita non certo di sesso (parola recentissima che ha sommerso tutti gli altri significati).
Come poterci aspettare questo da un autodidatta che bighellonava con lo zio godendosi la natura invece di studiare con rigore? Non sono molti i dipinti di Leonardo, anzi sono veramente pochi ma hanno sorpreso nei secoli, come ad esempio il Cenacolo che potremmo osservare e studiare per anni scoprendo sempre dettagli nuovi, l’atteggiamento e la psicologia completa di ogni personaggio dei 12 intorno a Gesù, da Pietro che impugna il coltello a Giuda che rovescia la saliera sorpreso dalla profezia che lo metteva a nudo. Nella Gioconda, seppur sospetta (almeno quella esposta al Louvre) ancora gli occhi, umani ugualmente, destro e sinistro, in equilibrio perfetto secondo anche quel che conosciamo oggi della funzione degli emisferi cerebrali e di quello che poteva essere conosciuto allora da pochi illuminati come albero della vita. Dobbiamo concludere, in accordo con tutti gli studiosi di Leonardo di un secolo fa che l’analisi di Sigmund Freud è stata ben poca cosa nei confronti di colui che possiamo definire il più grande genio umano della storia.