AL TEATRO QUIRINO MONICA GUERRITORE

Al Teatro Quirino L’anima buona di Sezuan di Bertold Brecht con Monica Guerritore

Francesca Graziano

Ci sono ancora Esseri divini pronti a premiare la bontà, come avviene nella edificante parabola di Bertold BrechtL’anima buona di Sezuan” ? Ed ha ancora senso riproporla oggi ? Una domanda, la prima, che si risolve nel grido (di impotenza, di speranza?) “Aiutatemi “ lanciato dalla protagonista nel potente finale. Alla seconda risponde Monica Guerritore che scrive nelle note di regia : “Nell’Anima buona di Sezuan c’è un piccolo popolo di abitanti di un luogo che è tutti i luoghi del mondo : essi appaiono come buffi, straniti e imperiosi ‘personaggi’ più veri e precisi che nel mondo reale… Nell’Anima Buona c’è tutta la tenerezza e l’amore per gli esseri umani costretti dalla povertà e dalla sofferenza a divorarsi gli uni con gli altri, ma sempre raccontati con lo sguardo tenero e buffo di chi comprende. In questi anni durissimi solo il teatro può raccontarci dal di dentro, rendendoci consapevoli delle maschere ringhianti che stiamo diventando. Mettere in scena la meravigliosa parabola di Brecht risponde alla missione civile e politica del mio mestiere. Teatro civile, politico, di poesia”. La favola morale nasce dal pensiero di un intellettuale in fuga tra Finlandia e Danimarca, un Bertold Brecht esule dalla Germania nazista : nella capitale della provincia cinese del Sezuan giungono tre Dèi alla ricerca di qualche anima buona e ne trovano solo una, la prostituta Shen Te, che li ospita per la notte. Il compenso inaspettato per tale atto di bontà è una somma, mille dollari d’argento, che per Shen Te, significa la possibilità di vivere bene. Ma il compenso è accompagnato dal comandamento di continuare a praticare la bontà. Shen Te apre una tabaccheria e si trova subito a fronteggiare un’umanità meschina e approfittatrice, esigente fino alla ferocia da cui è costretta continuamente a difendersi. Per farlo, una notte, si traveste da cugino cattivo, Shui Ta, spietato con tutti. Motivo centrale della storia è dunque lo sdoppiamento di Shen-Te, così che l’esplicita parabola evoca immediatamente la separazione tra il Bene ed il Male. Questa separazione permette allo spettatore di distinguere immediatamente le opposte fazioni ed immedesimarsi nell’una o nell’altra, ma nel corso dell’azione teatrale emergerà come non sempre la divisione chiara e netta sia proprio quella giusta. Il tema del doppio che attraversa l’operetta di Brecht è un tema che incontriamo spesso nella letteratura tra 800 e 900 e dovrebbe essere funzionale ad una ricomposizione, alla fine di un percorso di conoscenza, ma nel racconto del drammaturgo tedesco Shen Te sembra condannata a convivere con una scissione che in realtà non può essere ricomposta, alla fine il mondo resta così com’è, mentre gli Dei, conclusa la loro missione,si allontanano indifferenti nel cielo per tornare alla loro dimensione altra, abbandonando il mondo degli uomini alle sue lotte e ai conflitti che nulla può cambiare. Brecht finì di scrivere l’opera nel ’39, in pieno avvento del nazismo che, come ogni dittatura, si fonda sulla povertà e l’ignoranza dei poveri. Spettacolo complesso, ambientato in un Oriente neppure tanto lontano, dove Monica Guerritore ispirandosi alla bellissima edizione di Strehler del 1981 con Andrea Joanasson, regala al pubblico una delle sue più intense interpretazioni muovendosi agilmente tra la bontà di Shen Te e la malvagità di Shui Ta. Tutto il cast si è immedesimato con sentita partecipazione connotando con vivacità i vari personaggi e dando vita al gioco brechtiano in maniera ironica e coinvolgente. Regia di Monica Guerritore, scene ben articolate da un’idea di Luciano Damiani, costumi di Walter Azzin , produzione Contrada Teatro Stabile di Trieste, ABC Produzioni. Con Matteo Cirillo, Alessandro Di Somma, Vincenzo Gambino, Nicolò Giacalone, Francesco Godina, Diego Migeni, Lucilla Mininno.

Attori prestigiosi e regie eccellenti per le proposte in cartellone al Teatro Quirino, una stagione costellata da grandi autori classici e contemporanei. Filo conduttore di quest’anno è  L’arte della trasformazione, la Stagione 2019/20 presenta Michele Placido, Anna Bonaiuto, Alessandro Gassmann, Massimiliano Gallo, Monica Guerritore, Geppy Gleijeses, Enrico Guarneri, Guglielmo Ferro, Il Balletto di Roma, Lina Wertmüller, Nancy Brilly, Anna Maria Guarnieri, Giulia Lazzarini, Silvio Orlando, Daniele Pecci, Alessandro Siani, Mariangela D’Abbraccio, Leo Gullotta, Paolo Bonacelli, Marilù Prati, Marisa Laurito e altri ancora. Lo spazio interno al foyer, completamente ristrutturato, accoglie il pubblico dalle 10.00 del mattino fino al dopo teatro. Il Quirino non solo come casa dello spettacolo, ma come spazio da vivere, anche con gli appuntamenti cinematografici di Teatro Quirino Incontri – Dal palco allo schermo.