La Chiesa di Francesco

 

La Chiesa di Francesco come emerge dalle nomine dei nuovi Cardinali

Francesca Graziano

L’ultimo Concistoro di Papa Francesco (28 novembre 2020) si è confermato  un passaggio fondamentale nel rimodellamento complessivo della Chiesa: è’ la carità pastorale la chiave delle nomine del Pontefice che non ha guardato né alle carriere né alla tradizione non scritta delle cosiddette sedi cardinalizie come Venezia, Torino e Genova. La geografia disegnata conferma la sua piena fiducia ai Pastori “con l’odore del gregge” più   che ai Principi della Chiesa. Nell’Omelia in Cattedrale durante il suo recente , storico viaggio in Iraq Papa Bergoglio ha sottolineato, come del resto altre volte, che “per il mondo, chi ha di meno è scartato e chi ha di più è privilegiato. Per Dio no: chi ha più potere è sottoposto a un esame rigoroso, mentre gli ultimi sono i privilegiati di Dio”. Seguendo questo criterio divino si conferma e si rafforza, anche attraverso le ultime nomine del massimo Collegio, l’idea portante fin dagli inizi del suo Pontificato, di “Chiesa in uscita” con più Pastori e meno Curiali e una forte rappresentanza del Sud del mondo e della Chiesa povera.     Non mancano sorprese e nomi significativi fra i nuovi Cardinali Elettori e gli Emeriti elevati alla Porpora. Viene rafforzato il legame della Chiesa di Roma con i mondi più lontani che vengono invitati a partecipare ai massimi vertici. Tutti i continenti sono rappresentati ad eccezione dell’Oceania. Si va dall’Italia all’Africa, all’Asia (dal Brunei alle Filippine), all’America del Nord e del Sud. Con un’attenzione particolare ai preti di strada e nell’Anno dell’Enciclica Fratelli tutti ai francescani, con la nomina a Cardinale del Custode del Sacro Convento di Assisi Fra Mauro Gambetti (55 anni), il più giovane del Concistoro. Inaspettata anche la nomina dell’arcivescovo di Siena Paolo Lojudice, per otto anni parroco a Tor Bella Monaca, estrema periferia della Capitale e del parroco del Divino Amore a Castel di Leva Enrico Feroci, già direttore della Caritas di Roma, segretario della Commissione Episcopale per le Migrazioni della Cei e vescovo delegato Migrantes della Conferenza Episcopale Toscana. Altra nomina altamente significativa quella di monsignor Wilton D. Gregory, 72 anni, Arcivescovo di Washington, scelto dal Pontefice l’anno passato come primo pastore afroamericano nella storia della capitale americana. Dopo la repressione contro i manifestanti intorno alla Casa Bianca, il presidente Trump si era fatto fotografare e filmare davanti alla statua di Giovanni Paolo II nel Santuario

nazionale di Washington, un fatto che l’Arcivescovo della Capitale USA aveva stigmatizzato e criticato con toni molto duri. In totale il Papa ha nominato nove Cardinali elettori in un eventuale Conclave e quattro Cardinali emeriti ultraottantenni. Tra i nove nuovi elettori, oltre agli italiani sopra citati, Marcello Semeraro, 72 anni, fresco di nomina come prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi al posto del cardinale Angelo Becciu. Porpora anche a monsignor Mario Grech, 63 anni, maltese, appena nominato segretario generale del Sinodo dei Vescovi. Significativa la porpora al frate cappuccino Celestino Aós Braco, 75 anni, divenuto l’anno prima arcivescovo di Santiago del Cile e scelto per dare fiducia ai fedeli dopo lo scandalo pedofilia che aveva travolto il clero locale. Gli altri cardinali elettori sono Antoine Kambanda, 62 anni, arcivescovo di Kigali, in Ruanda; Jose Fuerte Advincula, 68 anni, arcivescovo filippino di Capiz e Cornelius Sim, 69 anni, Vicario Apostolico del Brunei. Tra i quattro non elettori padre Raniero Cantalamessa, dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, 86 anni, dal 1980 predicatore della Casa pontificia e l’arcivescovo Silvano Maria Tomasi, scalabriniano, 80 anni, per anni Osservatore permanente della Santa sede all’Onu. A loro si aggiunge Felipe J. Arizmendi Esquivel, 80 anni, messicano, vescovo emerito di San Cristobál de las Casas, nel Chiapas. Attualmente i Cardinali sono 219, di cui 120 hanno diritto di voto in un eventuale Conclave. Con quest’ultimo Concistoro di Papa Bergoglio, il settimo, i Cardinali diventano 232, di cui 128 elettori, superando così il limite massimo di 120 stabilito da Paolo VI. La componente più importante resta quella composta dai Cardinali italiani 22, seguita dai 9 Cardinali statunitensi.