Il Manifesto dell’Effettismo

12/09/2019
Il Manifesto dell’Effettismo

Il Manifesto dell’Effettismo

 

L’Effettismo è una corrente di pittura contemporanea fondata da Franco Fragale.

 

Intendiamo attivare una rivoluzione culturale, una controriforma per sostenere l’innegabile validità dell’Arte italiana.

Ci battiamo contro l’arte prestampata che arreda. L’Arte è un racconto. Il movimento nasce come reazione alla crisi economica e sociale, politica e culturale, all’inquietante grigiore imperante, al vuoto di Valori.

Abbiamo fiducia nella capacità dell’Uomo e speranza nel futuro.

È la prima corrente pittorica sorta dopo l’abuso della tecnologia nell’arte e si prefigge l’obiettivo di preservare la tradizione nel solco dell’innovazione.

Contestiamo il mercimonio di artisti nel sistema di oggi. Gli organizzatori ingannano il pittore perché nella crisi il mercato dell’arte è fermo. Gli organizzatori delle manifestazioni più importanti hanno ridotto il livello a copie mal riuscite dell’Arte americana. Le gallerie storiche chiudono, i critici d’arte osannano istallazioni o altre idee che non ci riguardano.

 

La commerciabilità di un’opera non è sempre sinonimo di qualità. La ‘riconoscibilita’ dello stile di un autore è una trappola decisa dal mercato.

 

Abbiamo accolto a fondamento ideologico scientifico della corrente la teoria di Jean Pierre Changeux, celebre professore di neuroscienza dell’Istituto Pasteur di Parigi, che ha studiato la relazione tra Arte e cervello umano. È l’empatia la chiave del meccanismo, è artista chi riesce a comunicare emozioni nel modo con cui il ‘cervello vede il mondo’, a prescindere dall’utilizzo della modalità espressiva. Lo studioso porta ad esempio Carracci e Pollok. L’opera deve colpire entrambi gli emisferi del cervello, il destro, ossia l’emozione, quanto il sinistro, ossia la ragione.

Attraverso l’utilizzo dei neuroni specchio l’Effettista  induce a se’ l’osservatore mediante il meccanismo del ‘riconoscimento’, ovvero la presa dell’immagine come propria, in una dinamica di identità di memorie e immagini.

L’Effettista non lavora progettando l’empatia, è mosso da autentica ispirazione, ma il risultato è il riconoscimento.

 

In Italia non abbiamo sufficienti risorse, materie prime, abbiamo una favolosa ma esile lingua di terra, culla del Mediterraneo. E abbiamo l’Arte da preservare, passata e futura. Non possiamo continuare a omologarci con realtà artistiche che non ci appartengono, dalla pop Art a Warhol, l’arte digitale, istallazioni. Così non usciamo dalla depressione creativa. Il prodotto d’arte italiana potrebbe essere esportato nel Mondo come la lirica, il bel canto, l’alta moda o la nostra eccellenza enogastronomica.

Ma occorre effettuare una controriforma.

Prima c’erano categorie di soggetti pittorici: Arte sacra, ritratti, nature morte e dal Giorgione in poi, paesaggi.

L’Effettista non è imbrigliato nelle categorie, adora la libertà di soggetto e di stili.

La tecnica è uno strumento dell’idea.

Pennello, cavalletto, matita, pennelli, colori, conoscenza della tecnica e creatività. Il resto non appartiene alla nostra cultura. Basta esterofilia.

Noi vantiamo il Rinascimento, i macchiaioli, i futuristi…

Auspichiamo il ritorno al cavalletto e rispettiamo e conosciamo le tecniche antiche e moderne.

Ma pretendiamo che di base ci sia un’IDEA.

Le altre correnti pittoriche si fondavano su un accordo per l’utilizzo di idee tecniche, come un dato utilizzo della luce, l’abolizione di un colore, l’uso di forme geometriche o sulla scelta di un soggetto comune, come ad esempio il volo.

Noi Effettisti non intendiamo organizzarci per diventare simili, vogliamo la libertà espressiva. Figurativo o informale o astratto sono possibili modalità per esprimere un pensiero.

 

È il pensiero che comanda. Si deve percepire che ci sia un impulso creativo a fondamento di un’opera d’arte.

L’Opera è condivisione di emozioni, miracolo creativo, empatia, stupore emotivo, è un racconto.

L’Effettista non copia, ha una marcata tendenza all’Originalità e perora l’unicità del moto creativo.

 

L’Effettista può adottare qualsiasi stile pittorico inclusa la street Art, quando l’autore:

suscita stupore emotivo;

tende all’originalità o mediante la scelta del soggetto o con l’ innovativo uso di tecniche antiche o con tecniche nuove o entusiasmando per il bello o suscitando riflessioni o suggestioni;

propugna l’etica nell’arte.

 

 

Rifiuta:

Ogni forma di compiacimento, di plagio e imitazione;

la ripetizione di un’opera;

l’obbligo della ‘riconoscibilità dello stile’;

le mode ordinate dal mercato;

le copie numerate senza distruzione dell’originale;

l’uso pedissequo del computer, dei proiettori, delle stampe su tela, della tecnologia, quando inficino la valenza del moto creativo.

 

Si riconosce il logo come emblema di garanzia di originalità e appartenenza alla corrente.

Siamo sostenuti dall’Accademia Internazionale d’Arte Moderna, riconosciuta dall’ONU.

 

 

Roma, 16 agosto 2019

 

Ad maiora semper

 

Francesca Romana Fragale