{"id":2219,"date":"2020-02-05T15:26:47","date_gmt":"2020-02-05T15:26:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aiam.it\/notiziario\/?p=2219"},"modified":"2020-02-05T15:39:09","modified_gmt":"2020-02-05T15:39:09","slug":"le-grottesche-di-raffaello-ipotesi-di-ricerca-prof-ssa-lucrezia-rubini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aiam.it\/notiziario\/le-grottesche-di-raffaello-ipotesi-di-ricerca-prof-ssa-lucrezia-rubini\/","title":{"rendered":"Le grottesche di Raffaello: ipotesi di ricerca. Prof.ssa Lucrezia Rubini"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_2220\" aria-describedby=\"caption-attachment-2220\" style=\"width: 379px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2220\" src=\"https:\/\/www.aiam.it\/notiziario\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/RAFFAELLO.jpg\" alt=\"\" width=\"379\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/www.aiam.it\/notiziario\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/RAFFAELLO.jpg 640w, https:\/\/www.aiam.it\/notiziario\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/RAFFAELLO-300x211.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 379px) 100vw, 379px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2220\" class=\"wp-caption-text\">Giovanni da Udine, festoni di fiori e frutta, galleria con Storie di Psiche, villa della Farnesina, Roma<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Le grottesche di Raffaello: ipotesi di ricerca. Prof.ssa Lucrezia Rubini<\/strong><\/p>\n<p>Quest\u2019anno ricorre il quinto centenario della morte di Raffaello Sanzio (1483-1520). Una grande mostra alle Scuderie del Quirinale lo celebrer\u00e0, cos\u00ec come altre mostre, conferenze e seminari in tutta l\u2019Italia. Sar\u00e0 l\u2019occasione per riscoprire, anche con elementi inediti, la sua straordinaria produzione e nuove prospettive di studio saranno aperte, cos\u00ec come \u00e8 avvenuto nel quinto centenario della sua nascita nel 1983, precisamente 37 anni fa, i pochi vissuti dall\u2019artista. Ci interroghiamo su quali avrebbero potuto essere le potenzialit\u00e0 della sua produzione, ma sembra come se Raffaello avesse immaginato di morire precocemente o perlomeno ha agito preoccupandosi di lasciare l\u2019eredit\u00e0 della sua arte ai posteri, mediante l\u2019azione dei suoi allievi. La straordinaria genialit\u00e0 e modernit\u00e0 dell\u2019artista pu\u00f2 essere individuata in due punti fondamentali: 1) la sua capacit\u00e0 di far rivivere l\u2019antico; 2) le sue capacit\u00e0 imprenditoriali e organizzative nel lavoro di bottega. Entrambe questi concetti trovano dimostrazione nella elaborazione e diffusione delle grottesche.<\/p>\n<p>Come \u00e8 noto -ma anche su questo, studi condotti in occasione di questo centenario, potrebbero appurare meglio come siano andate le cose-, pare che nel 1480 un giovane romano fosse caduto per caso presso un sotterraneo, che si rivel\u00f2 essere l\u2019antica Domus Aurea di Nerone, sul colle Oppio, di fronte al Colosseo, eretto a Roma tra il Celio e l\u2019Esquilino tra il 64 e il 68 d.C. Fu detta Aurea sia per le tracce di oro trovate nei dipinti, sia per la sua grandiosit\u00e0 e sfarzo. Lo stile usato \u00e8 il cosiddetto \u201cIV stile pompeiano\u201d, gi\u00e0 diffuso prima del regno di Nerone, ma del quale nella Domus Aurea viene elaborata una declinazione che condizioner\u00e0 la produzione successiva: horror vacui, vastit\u00e0 delle decorazioni, monumentalit\u00e0, fughe prospettiche, quadretti sospesi tra ghirlande &#8211;con paesaggi marini o montani, di scene sacre o mitologiche&#8211;, cornici di meandri, festoni, ghirlande, girari di fronze e pomi, candelabre. Il tutto abitato da animali fantastici, sfingi, mascheroni, sirene bifidi, putti con ali di farfalla.<\/p>\n<p>Frequentarono queste grotte sotterranee, calandosi per 40 metri di profondit\u00e0 e illuminando quelle immagini con le luci baluginanti delle torce, Michelangelo, Giovanni da Udine, Pinturicchio, Botticelli e Raffaello: questi i nomi che vengono generalmente citati nella letteratura esistente \u2013 ma anche su questi, forse lo studio di documenti, carteggi, potrebbe apportare qualche contributo?<\/p>\n<p>Ritornare su un\u2019analisi accurata dei vari pattern decorativi, messi in atto, non da Raffaello direttamente, ma dalla schiera di allievi che egli diresse e che portarono avanti, dopo di lui, un linguaggio spesso autonomo e originale, sarebbe uno studio filologico utile.<\/p>\n<p>Per rimanere sul filone delle grottesche, Raffaello era stato a Roma sicuramente nell\u2019autunno del 1508 e un influsso della visita alle \u201cgrotte\u201d lo possiamo riscontrare nei cromatismi della \u201cGalatea\u201d della villa Farnesina del 1512-13, mentre non sembra si fosse fatto coinvolgere dalle decorazioni minute e dagli episodi puramente ornamentali, con cui si imita una tappezzeria con piccoli riquadri appesi. Non troviamo tante grottesche nei dipinti realizzati da Raffaello, cos\u00ec come non si interess\u00f2, diversamente da Leonardo e Michelangelo, alla sintesi del repertorio antico e dei bestiari medievali. Nelle imprese dal 1416 alla morte, Raffaello affid\u00f2 ai suoi allievi, in primis Giovanni da Udine, il Penni, Giulio Romano, Baldassarre Peruzzi, che lavorarono nelle Logge vaticane, alla Farnesiana, a Villa Giulia, tutto il lavoro di decorazione, a grottesche, che si distendono su ampie superfici. Egli si riserv\u00f2 solo la realizzazione di parti istoriate, per meglio aderire alla committenza. E\u2019 quanto accade nella Loggia del cardinale Bibbiena, dove l\u2019intervento diretto di Raffaello ha riguardato otto riquadri con storie di Venere, mentre gli allievi si son potuti sbizzarrire con grottesche, che annullano le strutture architettoniche e ostentano un repertorio ricchissimo di pergole, candelabre, tende, verzure, nastri, che costituiscono citazioni precise dalla Domus Aurea. Primo fra tutti, in questo lavoro di rielaborazione delle grottesche antiche, \u00e8 Giovanni da Udine, che raggiunge la massima espressione nei frutti e nelle verzure della Loggia di Psiche alla Farnesina, mentre costituisce una rielaborazione fantastica, sintesi straordinaria degli elementi antiquari e dei bestiari di medievale memoria, la volta della sala a pianterreno di palazzo Baldassini, commissionata dal giurista romano Melchiorre Baldassini (1517-19). Questi avr\u00e0 dato piena libert\u00e0 inventiva all\u2019allievo di Raffaello, che qui ne adotta le dinamiche organizzative e manageriali, avvalendosi a sua volta di una larga schiera di allievi.<\/p>\n<p>Ecco ritengo che un contributo specifico per gli studi su Raffaello, in occasione di questo centenario, potrebbe essere apportato da uno studio filologico \u201csulle carte\u201d, riguardante gli allievi di Raffaello, distinguendone il valore partecipativo nelle imprese del maestro, da intendere non come elementi di \u201cminore autografia\u201d, ma come espressione di un\u2019organizzazione \u201cdi bottega\u201d, capace di \u201cfare scuola\u201d, in un\u2019ottica estremamente moderna, consistente nel tramandare agli allievi il patrimonio di conoscenze di cui \u00e8 portatore il Maestro, capace di avere l\u2019apertura mentale di lasciar lavorare ed esprimere liberamente gli allievi, che, solo cos\u00ec, potranno diffondere realmente la sua filosofia estetica. Penso che l\u2019eredit\u00e0 di Raffaello consista anche in questo metodo didattico di reinvenzione e diffusione dell\u2019antico.<\/p>\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<p>AA.VV. <em>Oltre Raffaello, aspetti della cultura figurativa del cinquecento romano<\/em>, catalogo della mostra, a cura di L.Casssinelli e S.Rossi, Roma, maggio \u2013luglio 1984, Comune di Roma, et.al., Multigrafica ed.<\/p>\n<p>I.Baldassarre et al., <em>Pittura romana<\/em>, Milano, Motta, 2006<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le grottesche di Raffaello: ipotesi di ricerca. Prof.ssa Lucrezia Rubini Quest\u2019anno ricorre il quinto centenario della morte di Raffaello Sanzio (1483-1520). Una grande mostra alle Scuderie del Quirinale lo celebrer\u00e0, cos\u00ec come altre mostre, conferenze e seminari in tutta l\u2019Italia. 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