{"id":2131,"date":"2020-01-02T13:33:17","date_gmt":"2020-01-02T13:33:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aiam.it\/notiziario\/?p=2131"},"modified":"2020-01-02T13:33:17","modified_gmt":"2020-01-02T13:33:17","slug":"riflessioni-sparse-su-leonardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aiam.it\/notiziario\/riflessioni-sparse-su-leonardo\/","title":{"rendered":"Riflessioni sparse su Leonardo"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"text-align: center;\">Riflessioni sparse su Leonardo<\/h3>\n<h3 style=\"text-align: right;\">di Andrea Cirelli<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando l\u2019arte \u00e8 comprensibile alla cultura corrente, quando ne parla lo stesso linguaggio \u00e8 arte? O \u00e8 l\u2019uccisione dell\u2019arte? Per Platone l\u2019arte, pur sublime, non \u00e8 per tutti, nell\u2019arte c\u2019\u00e8 la deviazione.<br \/>\nLa societ\u00e0 ideale \u00e8 senza arte?<br \/>\nUn uomo di cultura pu\u00f2 facilmente fare associazioni tra letterati, pittori, epoche, storia. Cio\u00e8 descrivere esperienze, opere , ci\u00f2 che si \u00e8 vissuto , in relazione a quello che si conosce, a quello che si \u00e8 amato, ai grandi che hanno preceduto.<br \/>\nE\u2019 questa la conoscenza? O \u00e8 cultura, o linguaggio di una epoca? Non smetto di farmi domande . Non \u00e8 forse la conoscenza qualcosa di altro, non solo sapere o percepire ma saperlo poi spiegare, trasmettere? Mai ho ascoltato critici capaci di insegnare le regole dell\u2019arte n\u00e9, tantomeno grandi artisti occuparsi di critica d\u2019arte.<br \/>\nQuesti sono pensieri in libert\u00e0, per quanto questa sia possibile. Sono stato chiamato ad intervenire in un prossimo evento su Leonardo da Vinci. Forse qualcuno c\u2019\u00e8 che ha dettato delle regole, Marco Vitruvio Pollione che ha dato regole di proporzione \u201caurea\u201d per quanto concerne l\u2019architettura ed anche l\u2019uomo. Leonardo si \u00e8 misurato con questo in quello che \u00e8 il disegno pi\u00f9 celebre della storia umana.<br \/>\nPensieri in libert\u00e0, per ora, sono stato chiamato per chiarire il pensiero di Freud su Leonardo, ma spero di andare oltre una visione, in questo caso limitatamente pansessuale della psicoanalisi.<br \/>\nIl limite della psicoanalisi e della psicologia in generale, a mio parere, \u00e8 quello di rivolgersi sempre al passato; il passato ha costruito il presente, la causa ha generato l\u2019effetto.<br \/>\nCome \u00e8 possibile aggirare questa \u201cverit\u00e0\u201d inviolabile?<br \/>\nPensando che non sempre \u00e8 cos\u00ec, non necessariamente \u00e8 cos\u00ec. E\u2019 sufficiente porsi uno scopo e quindi l\u2019effetto attuale sar\u00e0 in funzione dello scopo futuro. Altrimenti, come alcuni, dovremmo credere che l\u2019eplosione artistica, intellettuale e tecnica sia dovuta a Maometto il conquistatore che sottomise l\u2019impero Bizantino. L\u2019impero era ancora il padre potente e tradizionale che dettava le regole, morto il vecchio padre i figli occidentali erano finalmente liberi di fare a modo loro.<br \/>\nVeramente fu cos\u00ec? Forse in parte ma questo giustifica l\u2019esplosione del genio dell\u2019uomo del futuro Leonardo? Di fatto, al contrario di ogni funesta previsione dell\u2019epoca e di Pio II, liberi dall\u2019impero, ci fu il grande sviluppo del pensiero occidentale.<br \/>\nAristotele spiegava che per poter trasmettere la conoscenza bisognava provocare la curiosit\u00e0, il piacere negli altri, si dovevano utilizzare esempi, un linguaggio chiaro, delle metafore, tutto ci\u00f2 che poteva suscitare divertimento, interesse ed attenzione. Come applicare l\u2019insegnamento di Socrate per il quale tutti sanno tutto ma bisogna saper tirare fuori da ognuno la propria sapienza.<br \/>\nNella poesia si utilizza la rima con virtuosismo, per sorprendere per piacere. Nella pittura ogni grande artista desta meraviglia, sorpresa, rivelazione.<br \/>\nCome possiamo non meravigliarci nel vedere S. Anna di Leonardo, nello sguardo amorevole delle due donne verso il bambino. Come non riconoscere nelle due donne le due madri di Leonardo? Non la rappresentazione di una qualche antica sofferenza ma il riconoscimento d\u2019amore da parte dell\u2019artista che figlio illegittimo secondo le regole sociali della propria epoca, diventa il figlio pi\u00f9 amato della grande vita tanto da diventare il pi\u00f9 grande genio.<br \/>\nCome non riconoscere nell\u2019Annunciazione lo sguardo dell\u2019angelo che entra nello sguardo di Maria? Bisogna parlare di intenzionalit\u00e0, di informazione, di determinismo, di eros, nel suo significato di vita non certo di sesso (parola recentissima che ha sommerso tutti gli altri significati).<br \/>\nCome poterci aspettare questo da un autodidatta che bighellonava con lo zio godendosi la natura invece di studiare con rigore? Non sono molti i dipinti di Leonardo, anzi sono veramente pochi ma hanno sorpreso nei secoli, come ad esempio il Cenacolo che potremmo osservare e studiare per anni scoprendo sempre dettagli nuovi, l\u2019atteggiamento e la psicologia completa di ogni personaggio dei 12 intorno a Ges\u00f9, da Pietro che impugna il coltello a Giuda che rovescia la saliera sorpreso dalla profezia che lo metteva a nudo. Nella Gioconda, seppur sospetta (almeno quella esposta al Louvre) ancora gli occhi, umani ugualmente, destro e sinistro, in equilibrio perfetto secondo anche quel che conosciamo oggi della funzione degli emisferi cerebrali e di quello che poteva essere conosciuto allora da pochi illuminati come albero della vita. Dobbiamo concludere, in accordo con tutti gli studiosi di Leonardo di un secolo fa che l\u2019analisi di Sigmund Freud \u00e8 stata ben poca cosa nei confronti di colui che possiamo definire il pi\u00f9 grande genio umano della storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando l\u2019arte \u00e8 comprensibile alla cultura corrente, quando ne parla lo stesso linguaggio \u00e8 arte? O \u00e8 l\u2019uccisione dell\u2019arte? 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