La mostra di Salvador Dalì al Grimaldi Forum di Montecarlo

Salvador Dalì al Grimaldi Forum di Montecarlo

Monte-Carlo.  Una grande mostra al Grimaldi Forum celebra Salvador Dalì coltissimo pittore

Francesca Graziano

Sono passati trent’anni  dalla morte di Salvador Dalì (nome completo Salvador Domingo Felipe Jacinto Dalí Domènech, marchese di Pùbol), artista-mito del Novecento, enigma  artistico ed esistenziale che ha saputo consegnare all’immortalità la propria icona con sapiente consapevolezza. Dissacrante, provocatorio, l’artista nato a Figueres  (1904- 1989) fu l’ultimo a catalizzare l’attenzione del mondo dell’arte sull’Europa segnando con la sua inconfondibile  impronta l’immaginario collettivo e la comunicazione di  massa del XX secolo. La  grande, suggestiva  mostra Dalì, una storia della pittura curata da Montse Aguer, direttrice dei Musei Dalí, organizzata dal Grimaldi Forum e dalla Fondazione Dalì   con l’apporto del  Museo Reina Sofía di Madrid e  del  Museo Dalí di St Petersburg in Florida, propone una  retrospettiva dell’opera del pittore catalano e di come essa sia inserita nella storia della pittura del XX secolo.  Dipinti,  disegni,  documenti, tra cui manoscritti, libri, riviste,  fotografie , oggetti dello studio di  Dalí e  documenti audiovisivi raccontano l’avventura del  pittore,  del periodo surrealista soprattutto,   le influenze che i Grandi Maestri della storia dell’arte esercitarono su di lui,  la relazione dell’artista con le Avanguardie europee come l’Impressionismo, il Cubismo, la  Metafísica. Con l’intento dichiarato di  accendere  i riflettori  soprattutto sul pittore perfettamente padrone del mestiere, in grado di dipingere minuziosamente le immagini più complesse che gli si affacciavano alla mente, dominando i volumi e la luce come pochi altri , senza trascurare però   non solo  l’opera leggendaria di un uomo a più dimensioni, raffinato, coltissimo  disegnatore e  pittore, ma anche  pensatore, scrittore, scultore, costumista,  cultore della scienza e della psicanalisi, amante della trascendenza, illustratore, designer, scenografo, performer, cineasta,  ma anche la sua vita  più  intima e segreta,  il suo universo onirico,  I’ eccentrico  esibizionismo, il narcisismo, l’ inesauribile,  multiforme creatività e visionarietà coltivate tenacemente e con precoce autoconsapevolezza. La mostra si concentra  sui dipinti più spettacolari,   le deliranti e metamorfiche tele del periodo  surrealista  come “La memoria de la mujer-niña (1929), El espectro del sex-appeal,  lo splendido manifesto della mostra  “Elementos enigmáticos en un paisaje ( 1934),  straordinari  documenti  dell’apporto di Dalí al movimento  guidato da André Breton, dove raggiunge l’apice della sua visione paranoico-critica della realtà, un sistema per rendere visibile l’invisibile attraverso il delirio controllato dello spirito o mediante il ricorso alla doppia immagine. Segue la riproduzione  dello Studio ideale che Salvador Dalí progettò a Port Lligat, uno spazio di molteplici finestre aperte per far entrare il paesaggio e la luce del Mediterraneo, elementi portanti della sua opera. Viene quindi documentato il suo omaggio  al Classicismo e ai più grandi artisti   del Rinascimento,  passione trasfusa anche nella sua opera letteraria: nel 1948 Dalí pubblica infatti  i  “50 segreti magici per dipingere” con una classifica dei pittori più rilevanti della storia dell’arte:  Leonardo da Vinci, Picasso, Raffaello, Velázquez, Vermeer.   E’ invece  del  1951  il  Manifesto mistico-nucleare denso di riferimenti  al classicismo e alla pittura religiosa. Si interessa alla scienza, alla terza dimensione, gli effetti ottici, che lo portano a realizzare i dipinti stereoscopici.   Negli anni ottanta la sua pittura si riempie di  riflessioni sulla morte  mentre  l’ultimo capitolo è dedicato all’influenza dei grandi Maestri della storia dell’arte.  Dal cinema alla scultura  la sua eredità artistica resta enorme: passato attraverso le esperienze del  Futurismo, della Metafisica, del Cubismo, approda dopo aver frequentato le Scuola di  Belle Arti di Madrid ed esserne stato espulso, nel gruppo più prestigioso della Parigi delle Avanguardie storiche, quello del Surrealismo. Assieme a Picasso e a Mirò si oppone al conformismo accademico  assumendo sempre più un atteggiamento  dichiaratamente provocatorio. La sua prima pittura è connotata da influenze futuriste, cubiste e soprattutto dall’opera di Giorgio De Chirico, che sul fondo della cornice del suo  primo autoritratto  aveva scritto “Et quid amabo nisi quod aenigma est?” Dipinto nel 2011 dopo aver superato il periodo simbolista,  iniziava per De Chirico   la grande avventura alla ricerca di una poetica che in seguito sarebbe stata definita metafisica destinata a segnare la storia del Novecento.  Salvador Dalì venne fortemente influenzato dalla metafisica prima che la sua attenzione venisse  attirata dalle riproduzioni di dipinti di Max Ernst, Miró e Tanguy, i maestri dell’inconscio tradotto su tela. Nel 1929 entra  nel gruppo dei surrealisti e nel 1931, insieme a Breton, elabora gli “oggetti surrealisti a funzione simbolica”..  Il suo stile rimane inconfondibile, osannato, criticato, la sua visione dell’arte,  tra sogno e realtà, approda a  un automatismo onirico che non esclude il segno dell’ironia.  Dalì si ispira alle teorie di Einstein sulla relatività, alla filosofia di Henry Bergson, a  Sigmund Freud sulla concezione soggettiva del tempo. Ma il surrealismo di Salvador Dalí è comunque fortemente personalizzato: imbevuto di richiami alla psicanalisi freudiana, é caratterizzato da una tecnica minuziosa, attenta ai minimi particolari, fredda e levigata. Lo spazio figurativo appare pieno di simboli ed elementi che di lì a poco informeranno lo stile e la poetica del Dalì maturo. Negli anni successivi il suo sodalizio artistico e intellettuale con Lorca e Buñuel produce lavori di scenografia teatrale e cinematografica, come i due celebri film “Un chien andalou “e “L’âge d’or”.  Nel corso della sua carriera durata oltre 70 anni Dalì realizzò più di 1.500 dipinti,  illustrazioni  di  libri, litografie, scenografie, costumi teatrali, disegni, sculture . La sua eredità artistica è immensa e influenza ancora oggi il mondo e il mercato dell’arte contemporanei. La sua esperienza è stata l’ultima a mettere l’Europa al centro della scena artistica mondiale prima dell’avvento della Pop Art che avrebbe spostato l’attenzione oltreoceano.

Dalì Una storia della Pittura Fino all’8 settembre Espace Ravel del Grimaldi Forum  Monaco. Prenotazioni ed Info  www.grimaldiforum.com

Da non perdere assolutamente  la mostra  “ Monaco 6 maggio 1955. Storia di un incontro “ , dove l’incontro  si riferisce a quello fra SAS il principe  Ranieri III di Monaco  e Grace Kelly.   Grandi appartamenti de Palazzo  del Principe. Piazza del Palazzo Principato di Monaco.