Il viaggio in Riviera di Claude Monet

Ho l’impressione che farò cose meravigliose”: il viaggio in Riviera di Claude Monet
                                                                        Francesca Graziano

“Caro Durand-Ruel, […] sto vivendo un’esperienza umana ed artistica ricca e forse irripetibile. La riviera ligure è rischiarata da un sole che modella le forme ed accarezza la natura e le barche dei pescatori solcano le acque d’un mare verde-blu che non vi posso descrivere a parole. Acqua, fiori e poesia si confondono in un’armonia musicale di colori  che i miei occhi non hanno mai incontrato. […] Inoltre per dipingere certi paesaggi  bisognerebbe avere una tavolozza di gemme e diamanti. È mirabile.” E il 18 febbraio 1884 -Dolceacqua, nella Val Nervia- “Il luogo è superbo, vi è un ponte che è un gioiello di leggerezza”. Così Claude Monet, il padre dell’Impressionismo, scriveva all’amico gallerista Durand –Ruel mentre si arrampicava sulle colline del piccolo borgo della Val Nervia alla ricerca del miglior punto di vista.  Dopo 135 anni dal soggiorno di Claude Monet in Riviera, tornano  sulla  Riviera ligure di Ponente  tre dipinti del grande artista francese nel luogo dove furono realizzati, Bordighera e Dolceacqua. Il progetto “MONET, RITORNO IN RIVIERA”  si vale della  collaborazione con il Musèe Marmottan Monet di Parigi e della disponibilità di S.A.S. Alberto II di Monaco che ha prestato per l’occasione “Monte Carlo vu de Roquebrune” proveniente dalla sua  collezione privata.  I  dipinti, realizzati durante la permanenza dell’artista in Riviera, saranno esposti in due sedi: “Vallée de Sasso, effet de soleil” a Villa Regina Margherita a Bordighera che verrà riaperta al pubblico con un apposito percorso, mentre “Le Château de Dolceacqua” e “Monte Carlo vu de Roquebrune” saranno esposte  nel Castello Doria di Dolceacqua. In entrambi i luoghi dell’esposizione, oggetto di un allestimento complementare, verrà proposto un percorso espositivo multimediale che illustrerà l’esperienza dell’artista nel suo viaggio e nel suo soggiorno in Riviera. Sarà possibile approfondire la genesi delle opere in mostra attraverso le  lettere  alla  compagna Alice e al mercante d’arte  Durand-Ruel.  Nello  stesso tempo verranno  illustrati  i  siti di Bordighera e di Dolceacqua attraverso i dipinti della Collezione Civica di Bordighera e le immagini fotografiche del tempo.  Il progetto di mostra prende avvio da due lettere significative scritte da Monet, prima e dopo il suo viaggio in Riviera nel 1884: Parigi 17 gennaio 1884 “Mio caro signor Durand, parto pieno di ardore, ho l’impressione che farò cose meravigliose. Con tutta la mia devozione” Bordighera, 25 marzo 1884 “(…) Non so se ciò che ho fatto è buono, non so più nulla, ho lavorato tanto, fatto tanti sforzi, che ne sono abbrutito. (  )Circondato da questa luce abbagliante, trovo la mia tavolozza ben modesta; (  ) Forse, una volta rientrato a casa, mi ricorderà un po’ ciò che ho visto”. Due lettere, una alla partenza, piena di speranze e di entusiasmo, una al momento del ritorno piena dei dubbi e dell’insoddisfazione dell’artista. Monet guarda al lavoro svolto e  pensa  di non essere stato all’altezza della natura che ha trovato nella Riviera dei Fiori, da Bordighera a Dolceacqua. Oggi noi sappiamo che il periodo passato a Bordighera, dalla metà di gennaio a’inizio aprile del 1884, oltre a essere molto fecondo – produsse in tutto una quarantina di opere – gli permise di recuperare un entusiasmo che i dispiaceri vissuti negli anni precedenti sembravano avere cancellato. Da Bordighera, Monet, in una ventosa giornata di febbraio, sale a Dolceacqua, già oggetto di una gita la domenica precedente. Anche attraverso il suo  pennello e la sua  sensibilità  , Dolceacqua e Bordighera entrano in un immaginario di luoghi del “meraviglioso”, come Etretat, Giverny, Mentone…  Il suo  viaggio  diviene così  parte di un processo più grande, quello della scoperta, o meglio dell’invenzione della Riviera dei Fiori. La scoperta di un territorio povero e marginale per secoli, che, improvvisamente, a seguito dell’apertura della ferrovia Genova-Ventimiglia, avvenuta nel 1871 e Marsiglia-Ventimiglia, nel 1872, viene riconosciuto dalle élite europee come un’Arcadia  dove  svernare. Bordighera e il suo territorio, in quei mesi, si popola di un turismo cosmopolita,  tedeschi e inglesi soprattutto, ma  anche l’aristocrazia italiana è presente e ai massimi livelli: qui  arriva, a partire dal 1879, la Regina Margherita,. da allora, quasi tutti gli anni, Margherita passa i mesi dalla primavera all’autunno a Bordighera, prima come ospite  a  Villa Bishoffsheim, poi come proprietaria, trasformandola in Villa Etelinda progettata  da Charles Garnier.  La Regina Vittoria visitò Bordighera nel 1882 arrivando sino a Capo Sant’Ampelio e decise di passarvi una vacanza negli anni successivi. Tutto fu organizzato per l’inverno del 1901, ma la guerra anglo-boera costrinse la sovrana a rinunciare. Qui soggiornarono in quegli anni personaggi  come Clarence Bicknell, Rafael Bischoffsheim, Frederic Von Kleudgen.   In questo  contesto  nasce la mostra Monet ritorno in Riviera, rivisitazione di un’avventura artistica dove Claude Monet è protagonista, insieme a un territorio che si trasforma velocemente  in  luogo ambito del turismo e della cultura internazionale.  Curatore della mostra è Aldo Jean Herlaut, l’esposizione,  aperta fino al 31 luglio, è promossa dai Comuni di Bordighera e  Dolceacqua con il sostegno della Regione Liguria, della Provincia di Imperia, della Compagnia di San Paolo, di Permare s.r.l. e  il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia. Villa Regina Margherita Via Romana, 34. Bordighera, Castello Doria- Via Castello. Dolceacqua. Info e prenotazioni monet@sistemamuseo.it    www.monetinriviera.it