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Biennale di danza : a Cannes le mitologie moderne di Frèdèric Flamand
Di
Francesca Graziano
La danza, assieme al cinema, ha da sempre trovato a Cannes un posto
privilegiato. La città accoglie quest’anno una Biennale nuova: dopo la
ventennale direzione di Jorgos Loukos, direttore del Lyon Opéra Ballet,
arriva Frédèric Flamand, il celebre coreografo belga a cui la città di
Cannes ha confidato la direzione artistica del prossimo Festival della
danza e che dal 22 al 27 novembre investirà tutti i Teatri della città
del cinema. In che modo i miti antichi attraversano il nostro mondo
contemporaneo? La domanda insidiosa ed affascinante fa eco a filosofi,
scrittori, psicoanalisti, artisti, coreografi, musicisti, ognuno ha
cercato di rispondere attraverso le proprie creazioni e le proprie
riflessioni. A questo interrogativo risponderà l’insieme di spettacoli,
colloqui, conferenze, percorsi a cui fa capo la tematica scelta per
l’edizione 2011 del Festival della danza: le Nuove Mitologie, del corpo,
dell’immagine, della tecnica. Spiega Flamand: “I miti antichi
attraversano il nostro mondo contemporaneo con l’emergenza delle nuove
tecnologie ed il predominio dell’immagine. La scelta di questa tematica
parte da una riflessione del filosofo tedesco Peter Sloterdijk per cui noi
saremmo in procinto di vivere un nuovo orizzonte mitologico. A me
interessa molto interrogare il corpo e l’arte coreografica in un mondo in
pieno mutamento”. L’esplorazione a tutto tondo del mito verterà sulla
mitologia del corpo così come oggi viene percepito, fragile e sensuale
certo, ma anche luogo di esperimenti e di ricerca. La mitologia
dell’immagine invade la vita dell’uomo contemporaneo: si tratta
soprattutto del mito faustiano dell’eterna giovinezza, della bellezza
fisica e dei conseguenti sentimenti di insicurezza che ne derivano, ma
–aggiunge Flamand– “il corpo è sempre più confrontato con la tecnica, con
realtà artificiali ed immateriali”. La quintessenza dei miti, antichi e
moderni, verrà esplorata in una settimana fittissima di spettacoli,
più eventi, mostre, film, installazioni, performance, atelier, master
classes, incontri, dibattiti. E Creazioni in anteprima come “Butterflay
Soul” della Compagnie Humaine che esplora lo stato di fragilità
dell’artista, coreografie e film di Eric Hoberdoff accompagnato in scena
dal musicista Merkhaazan. Un lavoro sulla percezione conduce il coreografo
canadese Edouard Lock che aprirà il Festival con un’anteprima di
estenuato romanticismo “Nouvelle creation”: gli 11 ballerini saranno
accompagnati in scena da 4 musicisti, un puzzle barocco e sofisticato da
“Didone ed Enea” di Purcell all’ “Orfeo ed Euridice” di Gluck (22 novembre
Grand Auditorium del Palais des Festivals) . Una pagina dai Quaderni di
Nijinski mito della danza per eccellenza, leggerà Patrice Chereau prima
dell’emozionante, ossessivo “Sacre du Printemps” di Thierry Thiu Niang.
Il coreografo ha chiamato ad interpretare la celebre partitura di
Stravinski un gruppo di seniors che mostrano la fragilità del loro corpo
invecchiato . Seguirà al Teatro Debussy, “El cielo de tu boca” fra
emozioni, memoria, souvenirs, con la Compagnia di Andres Marin, fra i
grandi rappresentanti del rinnovamento del flamenco e la voce di Esperanza
Fernandez. Miti della tradizione e nuovi miti, come il Narciso
elettronico messo in scena da Hiroaki Umeda in “Duo” e nella sua ultima
pièce “Holistic Strata” attraverso una creazione visiva di rara potenza.
Una visione universale ed atemporale del mito di Orfeo in una vitalistica,
vertiginosa reinvenzione porta la Compagnia Montalvo-Hervieu, un
meraviglioso mosaico giubilatorio sul palcoscenico del Grand Auditorium e
un mito del XX esimo secolo, il rock, verrà esplorato da Michael Clark e la
sua Compagnia in “Come, been and gone” . Ill coreografo israeliano Hofesh
Shechter porterà in scena tutta la forza e l’energia che hanno fatto
delirare la scena londinese. Molto attesa la rappresentazione di un
Classico del Balletto nazionale di Marsiglia, “Moving Target”, emblematico,
perturbante spettacolo basato sui quaderni di Nijnski a cui il coreografo
Frederic Flamand impone un’impeccabile estetica, appassionatamente
ancorata nella modernità. Flamand ha una vera attrazione non solo per le
forme ed i ritmi del corpo umano, ma anche per i modelli spaziali che si
creano tra i corpi, le parti del corpo, i ballerini e il palcoscenico.
Il suo interesse per il rapporto fra il corpo e lo spazio che abita lo ha
condotto a collaborare con alcune fra le personalità più illustri
dell’architettura, come Jean Nouvel, Zaha Hadid, Elizabeth Diller, Ricardo
Scofidio. Su un registro di barocca eccentricità si muove Christophe
Haleb che investirà gli spazi del Salon des Ambassadeurs con la banda
iconoclasta de La Zouze, una creazione in situ che non mancherà di
stupire. Gran finale con una maratona di danza che inizierà al Teatro
della Licorne (Compagnia di danza Rosella Hightower) per proseguire al
Grand Auditorium con la premiere di Emio Greco “Rocco” dove verrà
affrontato il mito dello sport . Chiusura del Festival al Teatro Debussy
con uno spettacolo-manifesto della mitologia dell’uomo urbano “La sagra
della primavera”, piece mitica mille volte interpretata, questa volta
nella potente versione del nigeriano Heddy Maalem.
Biennale della danza , in tutti i Teatri di Cannes. Info
www.festivaldedanse-cannes.com |