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NOVEMBRE/DICEMBRE  2011
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ULTIME DALLA FRANCIA

 

 Biennale di danza  :  a  Cannes le mitologie moderne di Frèdèric Flamand

                                                              Di    Francesca Graziano

 

  Biennale di danza  :  a  Cannes le mitologie moderne di Frèdèric Flamand

                                                                       Di    Francesca Graziano

La danza, assieme al cinema,  ha da sempre trovato a Cannes un posto privilegiato.  La città  accoglie quest’anno una Biennale nuova: dopo  la ventennale direzione   di Jorgos Loukos, direttore del Lyon Opéra Ballet,   arriva    Frédèric Flamand, il celebre coreografo belga   a cui la città di Cannes ha confidato  la direzione artistica del prossimo  Festival della danza  e  che dal 22 al 27 novembre investirà tutti i Teatri   della città del cinema.   In che modo i miti antichi attraversano  il nostro mondo contemporaneo?  La  domanda insidiosa ed affascinante  fa eco a filosofi,  scrittori, psicoanalisti, artisti,  coreografi, musicisti,  ognuno ha cercato di rispondere attraverso le proprie creazioni e le proprie riflessioni. A questo interrogativo  risponderà l’insieme di spettacoli,  colloqui,  conferenze, percorsi  a cui fa capo la tematica scelta  per l’edizione 2011 del Festival della danza: le Nuove Mitologie, del corpo,  dell’immagine, della tecnica.    Spiega Flamand: “I miti antichi attraversano il nostro mondo contemporaneo con l’emergenza delle nuove tecnologie ed il predominio dell’immagine. La scelta di questa tematica parte da una riflessione del filosofo tedesco Peter Sloterdijk per cui  noi saremmo  in procinto di vivere un nuovo orizzonte mitologico.  A me   interessa molto  interrogare il corpo e l’arte coreografica in un mondo in pieno mutamento”.  L’esplorazione a tutto tondo del mito verterà  sulla  mitologia del corpo così come oggi  viene percepito, fragile e sensuale certo, ma anche  luogo di esperimenti e di ricerca.   La mitologia  dell’immagine invade la vita dell’uomo contemporaneo: si tratta  soprattutto  del mito faustiano dell’eterna giovinezza, della bellezza fisica e dei conseguenti sentimenti di insicurezza che ne derivano,  ma –aggiunge Flamand– “il corpo  è sempre più confrontato con la tecnica, con  realtà artificiali ed immateriali”.   La quintessenza dei miti, antichi e moderni,   verrà   esplorata  in una settimana fittissima di spettacoli,  più  eventi, mostre, film, installazioni,  performance, atelier, master classes, incontri, dibattiti.   E  Creazioni in anteprima  come “Butterflay Soul” della Compagnie Humaine che esplora lo stato di fragilità dell’artista, coreografie e film di  Eric Hoberdoff accompagnato in  scena dal musicista Merkhaazan. Un lavoro sulla percezione conduce il coreografo canadese   Edouard Lock che aprirà il Festival con  un’anteprima di estenuato romanticismo “Nouvelle creation”: gli 11 ballerini saranno accompagnati in scena da 4 musicisti, un   puzzle barocco e sofisticato da “Didone ed Enea” di Purcell all’ “Orfeo ed Euridice” di Gluck (22 novembre Grand Auditorium del Palais des Festivals) .   Una pagina dai Quaderni di Nijinski  mito della danza  per eccellenza,  leggerà  Patrice Chereau prima dell’emozionante, ossessivo “Sacre du Printemps” di  Thierry Thiu Niang.   Il coreografo   ha chiamato ad interpretare la celebre partitura di Stravinski  un gruppo di seniors che mostrano  la  fragilità  del loro corpo invecchiato .  Seguirà al Teatro  Debussy,   “El cielo de tu boca” fra  emozioni, memoria, souvenirs,  con la Compagnia  di  Andres Marin, fra i grandi rappresentanti del rinnovamento del flamenco e  la voce di  Esperanza Fernandez.    Miti della tradizione  e nuovi miti,  come il Narciso elettronico messo in scena  da Hiroaki Umeda  in “Duo” e nella sua ultima pièce “Holistic Strata”  attraverso una creazione visiva  di rara potenza.   Una visione universale ed atemporale del mito di Orfeo in una vitalistica, vertiginosa  reinvenzione  porta  la Compagnia Montalvo-Hervieu, un meraviglioso mosaico giubilatorio  sul palcoscenico del Grand Auditorium  e un mito del XX esimo  secolo, il rock, verrà esplorato da Michael Clark e la sua Compagnia  in “Come, been and gone” .   Ill coreografo israeliano Hofesh Shechter  porterà  in scena tutta la forza  e l’energia  che hanno fatto delirare la scena londinese. Molto attesa  la rappresentazione di un Classico del Balletto nazionale di Marsiglia,  “Moving Target”, emblematico, perturbante spettacolo  basato sui quaderni di Nijnski a cui il coreografo  Frederic Flamand impone  un’impeccabile estetica,  appassionatamente ancorata nella modernità.   Flamand  ha  una vera attrazione non solo per le forme ed i ritmi del corpo umano, ma anche per i modelli spaziali che si creano tra i corpi, le parti del corpo, i ballerini e  il palcoscenico.    Il suo interesse per il rapporto fra il corpo e lo spazio  che abita lo ha condotto a collaborare con alcune fra le personalità più illustri  dell’architettura, come Jean Nouvel, Zaha Hadid, Elizabeth Diller, Ricardo Scofidio.   Su un registro di barocca eccentricità si muove  Christophe  Haleb che investirà gli spazi del Salon des Ambassadeurs  con la banda iconoclasta de  La Zouze, una creazione in situ che non mancherà di stupire.   Gran finale    con una maratona di danza che inizierà  al Teatro della Licorne (Compagnia di danza  Rosella Hightower) per proseguire al Grand Auditorium  con la premiere  di Emio Greco  “Rocco” dove verrà  affrontato il mito dello sport .  Chiusura  del  Festival  al Teatro Debussy con uno spettacolo-manifesto  della mitologia dell’uomo urbano “La sagra della primavera”,  piece mitica mille volte interpretata,   questa volta   nella potente  versione  del nigeriano  Heddy Maalem.

 Biennale della danza , in tutti i Teatri di Cannes.   Info  www.festivaldedanse-cannes.com

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