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LE STORIE FANTASTICHE DI ROSY MUNTONI
di RICCARDO FERRUCCI
La pittura di Rosy
Muntoni può essere collocata tra le esperienze della nuova
figurazione italiana, in un procedere artistico che parte della
realtà per reinventarla, per giocare con forme e stili
contemporanei. Di grande interesse una serie di ritratti che puntano
a cogliere l’interiorità della natura umana,in un gioco di
sentimenti, che si riflette nello sguardo e nei sentimenti, che si
riflette nello sguardo e movimenti di volti e figure, catturati
sulla tela quasi ad indicare le stagioni del nostro tempo: l’
incertezza, Il sogno, L inquietudine, Il relax, La sicurezza. I nuovi
pittori italiani, parliamo di Federico Guida o Marco Cingolati o
Giacomo Pissi, puntano sulla nuova figurazione, su una
decomposizione fantastica del reale, cercando di trovare forme e
modelli adeguati al nostro presente, in un età contrassegnata
dall’incertezza e dalla fragilità, tentando di recuperare il passato
nei ritratti che diventano specchio dell’anima, raffigurazione di
una realtà in divenire, gioco maturo con il tempo e la materia. I
volti di donna o di bambina, a volte di personaggi famosi come
Andrea Bocelli, rientrano all’interno di una poetica che cerca di
ritrovare in una natura umana i segni di una personale e poetica
rivisitazione della vita. Il volto di una ragazza
con il braccio appoggiato, parliamo del dipinto Momenti di relax,
diventa una moderna raffigurazione del nostro tempo, nel volto
cogliamo il desiderio di fuga dalla realtà, il colore rosso della
maglia diventa, però quasi un ipnotico invito ad entrare in un
profondo contatto con la presenza umana. L’affollarsi di volti,
persone, avvolte care come il ritratto dedicato alla nonna Pina,
indicano il desiderio di un contatto profondo con l’altro, un
desiderio dell’artista di comunicare pienamente un mondo personale
ricco di emozioni. È un viaggio nel nostro
tempo, non compiuto e definito, ma descritto per frammenti ed
episodi come quelli della vita contemporanea; non è una visione
totalizzante, ma un procedere per particolari:segni,occhi e sguardi
catturati per un istante, magicamente,sempre sul punto di
dissolversi. È proprio nella galleria di volti che cogliamo il
tratto più nuovo ed interessante della poetica di Rosy Muntoni,
amplificato e variato in una serie di carbonici e disegni che si
muovono in maniera ancora più fragile e poetica ad inseguire le sue
visioni, e fermare la vita sulla carta, a ricreare una sorta di
personale galleria alla ricerca del tempo perduto. È il senso della perdita,
un tempo in fuga, che accompagna costantemente i volti catturati
sulla tela costantemente i volti catturati sulla tela con grande
forza stilistica, ma con la consapevolezza che la pittura ferma una
realtà in divenire, la bambina e la ragazza descritti sono già
diventati un'altra persona, stanno crescendo o vivendo altre storie;
la realtà diventa sogno e ricordo, ultimo desiderio di certezza in
un mondo incerto. Altre volte i personaggi
fantastico del suo universo restano muti, silenziosi:ed allora Rosy
Muntoni trova soccorso e rifugio nel paesaggio o nei colori della
Toscana,amata come la sua Sardegna. I paesaggi toscani sono
diventati un modo per reinventare liricamente la realtà, per far
passare,attraverso i ricordi e le visioni, un magico luogo di
descrizione della realtà visibile, che diventa profondo viaggio
interiore. La scelta dei colori della natura, dei fiori, delle
spiagge indicano quasi un percorso liberatorio, un apertura lirica,
dopo il viaggio ipnotico tra volti e sguardi, il contatto profondo e
a volte doloroso dell’umanità. Il dolore della guerra, i
morti di Madrid od in Iraq, non appartengono al mondo poetico di
Rosy muntoni che cerca altre strade e visioni possibili per
ritrovare uno sguardo sereno,una propria felicità. L’arte è forse
solo questo:ritrovare un sorriso, tornare bambini,almeno per un
attimo. La pittura della Muntoni,riesce con rara sensibilità, a
compiere un viaggio personale nel proprio tempo, e tornare
bambina:ad illuminare con uno sguardo incontaminato il mondo
circostante, a guardare con stupore ed incanto i volti e la natura;
ad inventare, per se e per gli altri, un luogo visionario della
poesia, uno spazio per l’arte ed i nostri sogni..
Il centro culturale valli ha accolto con successo la mostra dei
fratelli Rosy e Sergio Muntoni intitolata ”A DUE VOCI” 8-22 maggio
2004 con la collaborazione del comune Ponsacco. Sono intervenuti il
critico Riccardo Ferrucci, il responsabile del servizio pubblica
istruzione, cultura e biblioteca dott. Manuela Lupi, l’assessore
Fabrizia Falaschi. Gli artisti hanno presentato una selezione delle
loro migliori opere, in particolare dipinti a olio e carboncini.
L’arte di Rosy e Sergio Muntoni è lo specchio dell’origine Sarda
unita alle altre esperienze del loro vissuto, che si riflette nelle
opere, in particolare nei colori caldi della Sardegna, che compare
anche in alcune creazioni. Rosy si è cimentata soprattutto nei
ritratti, dove rispecchia il suo mondo interiore e quello dei
soggetti raffigurati, dove gli occhi sono lo specchio dell’anima. La
pittura di Sergio invece, raggiunge la sua migliore espressione nei
paesaggi di campagna e nelle attività della vita contadina come ne
”I LAVORATORI DEL FORMAGGIO”, ”IL TAGLIATORE DI CANNE” ed il
”RACCOGLITORE DI FIENO”, dove è vicino il richiamo alla pittura
realista od addirittura iperrealista.
Riccardo Ferrucci
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