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Dopo Antony Caro, Richard
Serra, Igor Mitoraj, Eliseo Mattiacci, Kan Yasuda sono giunte ai Mercati
di Traiano le sculture di Gerardo Rueda ( Madrid 1926-1996. E certamente
sarebbe stato fiero di questo spazio straordinario e dell’ incontro con la
grande storia imperiale di Roma che lo scultore spagnolo amò di intenso
amore . “ L’Italia - dice il figlio di Rueda Iosè Luis presidente
dell’omonima Fondazione madrilena- ha dato molto a mio padre,
consacrandolo alla Biennale di Venezia del 1960 . Ed è stata la grande
tradizione classica, dal Beato Angelico a Palladio, Paolo Uccello a
formarlo ed ispirarlo, senza dimenticare gli artisti contemporanei Morandi,
Burri, Fontana, De Chirico con cui ha avuto un fitto carteggio”. A Morandi
è dedicato un omaggio, un tavolo con vasi ispirato alle sue nature morte.
Scrive a proposito di Rueda Consuelo Ciscar Casaban direttrice
dell’istituto valenziano di Arte moderna: “L’intellettualizzazione
dell’arte fu un obiettivo che l’artista cercò di raggiungere durante
tutta la sua vita “, il che lo pone sulla via che non porta alla gloria,
al potere e alla ricchezza, ma alla conoscenza . La sua opera spirituale
ma anche squisitamente manuale, fu essenzialmente eclettica, si cimentò
nella pittura , nel disegno e nel collage, rifiutando sempre la retorica e
l’arte come spettacolo. Rueda è considerato il padre dell’informale
spagnolo, in realtà la sua opera si pone piuttosto tra modernità e
tradizione . Elegante, antiretorica, discreta, la sua scultura non ha
niente di arido e freddo, ma è permeata di un sentimento contenuto, del
tutto alieno dai sentimentalismi e dagli stereotipi folklorici da sempre
legati alla cultura spagnola. Tutto questo lo rende un classico di
grandissima sensibilità, che invita con la sua opera ad uno spazio di
silenzio e di meditazione. La Nature morte , i forti e vitali “Ossidi”
azzurro, rosso , giallo, gli omaggi, a Rubinstein, Klee, Newton, Borges ,
Morandi, le opere dedicate alla memoria e al ricordo, tutto parla di
silenzi sospesi dove lo spirito può elevarsi e ritrovare se stesso pur nel
caos del contemporaneo e questo genera quella contenuta emozione , che è
la cifra peculiare della sua opera. Un dialogo affascinante con il
percorso monumentale ed urbano dei Mercati di Traiano che racconta di un
iter , umano ed artistico, straordinariamente attuale. |
kermesse ha dato ampio spazio
alla creatività italiana, ma non sono mancati gli
stranieri, come la Fondazione Pablo Atchugarry (artisti Silvano Zanchi e Luisa Mazza) con una particolare
attenzione quest’anno per l’Iran con Farian Sabahi e l’Inghilterra con
Vanessa Hall-Smith. Alta la qualità delle opere in mostra:
particolarmente interessanti Il “circuito genetico” di Michelangelo Penso,
le balene di Nicola Salvatore, le opere del gruppo Thema, la Pietà
pasoliniana di Claudia Ballesio, gli artisti del Casoria Contemporary Art
Museum, una realtà del Sud all’avanguardia, gli artisti cinesi emergenti
proposti dalla contemporary art Fu Xin Gallery di Shanghai. Gallerie,
istituzioni, fondazioni, associazioni, fra questi l’associazione
Wunderkammern fondata da Franco Ottavianelli (Roma via Serbelloni 124), la
Galleria Del Mese- Fisher che ha presentato opere di Sandro Chia,
Paladino, Gilardi, la Fondazione Marenostrum, la galleria Garage, la
Fondazione Teseco per l’Arte …l’elenco è lungo e le realtà molto
affascinanti per passione e coinvolgimento in progetti particolarmente
innovativi. Mattinata di studi a cui hanno partecipato i relatori Stefano
Pezzato, Antonio Manfredi, Ilaria Mariotti, Massimo Razzi , Tiziana Leopizzi.
Artour-o d’argento allo scultore Igor Mitoraj, ad Adolfo Ugolini e
Daniele Spina del Comune di Pietrasanta. Altro successo di pubblico e di
critica la tappa a Roma di Artour-O all’interno della Fiera Roma-the
road to contemporary art, dove è stato ricostruito un appartamento
italian style nello showroom poltrona Frau di via Tomacelli.
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