Falstaff prima rappresentazione a Monte-Carlo

Falstaff in Salle Garnier a 100 anni dalla sua prima rappresentazione a Monte-Carlo

 Francesca Graziano

La sala da concerto più famosa del Principato di Monaco, commissionata da Madame Blanc a Charles Garnier,  fu concepita, sono passati 140 anni,  per suscitare la meraviglia degli spettatori: stucchi, ori ad effetto in cinque toni, decorazioni, il monumentale lampadario, gli specchi, le poltrone di velluto cremisi, i grandi dipinti, tutto concorre a stupire e meravigliare. Il tempo allora messo a disposizione da Marie Hensel, vedova di Francois Blanc, fondatore a Monte-Carlo  della Societè des Bains de Mer, era stato di appena sei mesi. Non badando a spese, Madame era donna assai prodiga e letteralmente dalle mani bucate, 2000 operai lavorarono giorno e notte al gigantesco cantiere perché la sala venisse completata nel minor tempo possibile. Come dire no del resto alla vedova di quel geniale finanziere che aveva donato 4.800.000 franchi oro per terminare i lavori dell’Opéra di Parigi in una Francia resa esangue dalla guerra franco-prussiana del 1870?  Con solo due mesi di ritardo sul previsto, la sala venne inaugurata da Sarah Bernhardt il 25 gennaio 1879 dinanzi a un’impressionante parterre di celebrità dell’epoca.  Da poco era stata completata la linea Parigi-Lione e questo significava per il minuscolo Principato il rilancio in grande stile della casa da gioco e l’avvento dei ricchissimi “hivernantes” per il cui confort vennero velocemente costruiti l’Hotel de Paris e l’Hermitage.  Il Principato di Monaco festeggia quest’anno l’anniversario per i 140 anni della celebre Sala e i 100 anni da quando Falstaff , la commedia lirica di Giuseppe Verdi , venne  presentata all’Opéra di Monte-Carlo,   era il  29  marzo 1919,  diretta  dal famoso  compositore Victor De Sabata. “ Tutto nel mondo è burla”: è la morale, venata  di sottile malinconia, con cui   Sir John Falstaff si congeda  dall’omonima opera del compositore di Busseto. “ Falstaff” è l’ultima  risata di  un  Giuseppe Verdi quasi  ottuagenario,  che in qualche modo  si era riappacificato con se stesso durante gli ultimi anni della sua esistenza, un  addio disincantato al mondo e al gioco della vita. Da Oberto Conte di San Bonifacio, 1839, a Falstaff,  1893,  sono passati più di 40 anni, durante i quali il compositore   ha dipinto tutta l’umanità o quasi,  ha scrutato l’animo umano con le sue gioie e le sue pene,  i suoi fasti  e le sue miserie.  La commedia lirica in tre atti su libretto di Arrigo Boito, è tratta  da “Le allegre comari di Windsor e dall’Enrico IV di  William Shakespeare.  L’azione si svolge a Windsor durante il regno di Enrico IV, narra le disavventure  del maturo  seduttore e gli atroci scherzi a cui viene sottoposto. Mistero e seduzione, sorriso e malinconia, travestimenti e notti magiche, appuntamenti mancati,  folletti, incontri galanti che si trasformano in tregenda, comari e ricche dame in vena di divertirsi, servi e cavalieri: su tutti   impera corpulento  e gioioso  Falstaff  che non perde mai la sua baldanza anche quando gliene capitano di tutti i colori. La commedia lirica debuttò  al Teatro La Scala di Milano il 9 febbraio 1893 e fu un trionfo. In sala c’erano la Principessa Letizia Bonaparte, Giosuè Carducci, Giuseppe Giacosa, Giovanni Boldini, Giacomo Puccini, Pietro Mascagni, una folla di ammiratori seguì Verdi fino al suo albergo costringendo il compositore ad affacciarsi dal balcone. Le recensioni della stampa italiana e straniera furono entusiastiche. Un grande estimatore di Falstaff  fu Arturo Toscanini che diresse l’opera nel teatro di Busseto nel 1913 e nel 1926 e la registrò in una storica incisione con il baritono torinese Giuseppe Valdengo protagonista.  L’odierna  coproduzione dell’Opéra di Monte-Carlo e dell’Opéra-Theatre di Metz si vale di  un cast  di grandi interpreti: Nicola Alaimo è Falstaff,   Jean-Francois  Lapointe è Ford, Enea Scala il giovane Fenton, Carl Ghazarossian (dottor Cajus), Rodolphe Briand ( Bardolfo), Patrick Bolleire ( Pistola),  le comari   Mrs Alice Ford (Rachele Stanisci), Nannetta (Vannina Santoni), Mrs Quickly (Anna Maria Chiuri), ,Mrs Meg Page  (Annunziata Vestri).   Dirige l’Orchestra Filarmonica di Monte-Carlo Maurizio Benini,  regia di Jean-Louis Grinda,   scene di Rudy Sabounghi,  costumi di Jorge Jara,, luci di Laurent Castaingt. Dirige il Coro dell’Opéra di Monte-Carlo Stefano Visconti . Opéra di Monte-Carlo dal 25 al 31 gennaio 2019. Informazioni e prenotazioni:00377 98 06 28 28 ,  internet: www.opera-mc