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Il Notiziario
 

NOVEMBRE/DICEMBRE 2011
Edizione  mensile telematica d'arte e cultura
Accademia Internazionale
d'Arte Moderna

 

 

 

 

 

di Francesca Graziano

 

 

Festival internazionale del Cinema di Roma: sotto il segno delle donne .

                           Di   Francesca Graziano

.  Un Festival sotto il segno delle donne,  protagonista  assolute di questa bellissima edizione, a partire dal film di apertura  “ The Lady” di Luc Besson, ispirato alla figura di Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace. E del film di chiusura, la versione magnificamente restaurata di “Colazione da Tiffany” in omaggio ad Audrey Hepburn a cui è stata dedicata anche una delle mostre del Festival, tra queste la rassegna fotografica su Monica Vitti., senza dimenticare tra i tanti  eventi speciali l’omaggio   di  Wim  Wenders a Pina Bausch e di Sabina Guzzanti a  Franca Valeri per la sezione “ L’altro Cinema”.   Sul  tappeto rosso hanno sfilato  le star  da  Penelope Cruz, a   Isabelle Huppert, Noomi Rapace, Zhang Ziyi, Olivia  Newton-John .... che hanno  apportato al Festival il necessario glamour.  Non sono mancati gli attori da Guillame Canet  al  regista   Michael Mann  che   ha dato una  lezione di cinema,  i  divi di casa nostra, Sergio Castelletto, Riccardo Scamarcio, Sergio Rubini, Pierfrancesco  Favino… e il  generoso e molto amato  Richard Gere  a cui   è stato attribuito il prestigioso  Acting Award      Ha vinto  a sorpresa  il  Marco Aurelio per il miglior film  “ Un cuento chino” (Un racconto cinese) del regista argentino  Sebastian Borensztein.   Passato quasi inosservato alla critica ufficiale,  il film  ha fatto  incetta di premi  mettendo d’accordo  una volta tanto giurati e spettatori.  Un incipit  stravagante  con una  mucca che piove dal cielo e una   storia d’amicizia fra due uomini interpretati dal divo argentino Ricardo Darin e dall’attore cinoargentino  Ignacio  Huang, il film è una  divagazione  originale e piena di grazia  sulle strade imperscrutabili ed assurde  del destino. Gran Premio della giuria a “ Voyez comme ils dansent” di Claude Miller con Maya Sansa e  James Thierrée    La giuria presieduta da Ennio Morricone ha attribuito anche due premi speciali, uno alla colonna sonora del molto  ammirato  “Hotel Lux” ambientato tra nazismo e stalinismo ma con colori di  commedia satirica , mentre il Premio speciale della Giuria è andato  a  “The eye of the storm”  del regista australiano  Fred Schepisi,   cast di attori  straordinari ,  Charlotte Rampling, Geoffrey Rush e Judy Davis.    Tratto dall’omonimo romanzo del premio Nobel australiano  Patrick White e adattato da  Judy  Morris,  il film,   elegantissimo nella resa formale,  esplora  i crudeli  rapporti familiari tra una vecchia madre in fin di vita,  una sorta di Re Lear al femminile luciferina fino all’ultimo istante  e i due figli che si erano allontanati da lei  accusandola di non saperli amare.   Premio della migliore attrice alla svedese Noomi Rapace,  che ha interpretato una madre in fuga dal marito violento nell’horror psicologico” Babycall” del norvegese Pal Sletaune,   ritratto di donna fragile e inquietante molto diverso dal ruolo di  Millennium, la trilogia tratta da Stieg  Larrson che l’ha rivelata al pubblico internazionale.    Miglior attore Guillaume Canet  per  “ Une vie meillure” di Cédric Kahn.    Pur con un presidente italiano Ennio Morricone  è rimasta a mani vuote  l’Italia , in concorso con  quattro  film.  Forte degli applausi ricevuti in sala,  ha sperato fino all'ultimo Pupi Avati   con “ Il cuore grande delle ragazze”  Ambientato  nell’Emilia degli anni ’30, il film  è dedicato alle “donne che in quegli anni avevano un cuore enorme e un’incredibile capacità di sopportare, capire e perdonare i comportamenti dei mariti, cosa che le donne di oggi difficilmente  accetterebbero” dice il regista.   Storia di  luoghi  e  sentimenti d’altri tempi, un amarcord perfettamente in linea con il repertorio di film del prolifico regista bolognese.  Fra concorso e fuori concorso c’è stata molta Italia alla VI edizione del Festival di Roma per ambientazione e realizzazione.   Ecco allora una Torino di bruciante attualità, quella segnata dalla crisi economica : è il set de “L’Industriale” di Giuliano Montaldo,  che affronta il tema della crisi economica attraverso la figura di un imprenditore self made man ( Pierfrancesco  Favino), oltre all’azienda rischia di far naufragare il proprio matrimonio.   E una Milano, anche questa nella morsa della crisi, appare nel film di Marina Spada  “Il mio domani” . La protagonista Claudia Gerini  è  una   tagliatrice di  teste,  in crisi esistenziale quando si accorge che le sue lezioni di formazione  ai manager  altro non sono che strumenti  con cui le aziende giustificano  i tagli del personale.  E  c’era tutto il  grande cinema italiano ( o almeno ciò che resta) a festeggiare l’avvocato  Giovanna Cau in occasione dell’uscita del documentario “ Diversamente giovane “ di Marco Spagnoli.     Tra film è documentari  sono stati  presentati più di 130 titoli  giunti da ogni parte del mondo, capaci di soddisfare tutti i gusti.  Il Presidente  Gian Luigi Rondi   ci ha tenuto  a precisare che il Festival è stato  molto vicino al Cinema, alle sue molteplici espressioni, ai vari percorsi ed identità, ai  confronti generazionali , riassumendone  in uno slogan il programma “ Tutto il cinema per tutti”.  

  La VI edizione  appena conclusa ha ancora una volta rivelato la  vitalità,  malgrado gli accenti   polemici, di un cinema  che sa rinnovarsi ed adeguarsi ai tempi, coinvolgendo il pubblico e tutta  la città, donando  un forte impulso  all’industria cinematografica  attraverso lo sviluppo ed il consolidamento della sezione mercato  

                                                                    

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