Accademia Internazionale di Arte Moderna
Via Giulio Sacchetti, 10 B/16
00167 Roma Italy
Tel. / Fax +39 06 6373303

accademia@aiam.it


 
ALBO ACCADEMICO Iscrizione Poesia Val Arte
Notiziario          HOME Galleria d'Arte Moderna Antiquariato Mostre personali

GALLERIA D'ARTE MODERNA


 
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

 
 

GIUSEPPE CASCELLA
pittore


 

 

Biografia

Giuseppe Cascella nasce a Nocera Inferiore provincia di Salernoil 27 Ottobre 1955. Nel 1978 convoglia a nozze con Maria Sommaoriginaria di Lettereprovincia di Napolicon la quale mette al mondo tre figli (AntonioFrancesco ed Anna). Sin da piccolo ha coltivato la passione per il presepe e con amore e cura ha trascorso giorni e giorni vicino alla costruzione del presepe di casa. Questa passione continuò nel tempodiventando arte e stile artistico. Ancora oggicome da bambinosi ritrova a perdersi nel dolce incanto della natura montanara per trarre dalla realtà nuove idee scenografiche presepiali. Egli è anche un pittorecosì eclettico da riuscire a passare da una tecnica raffinata e iperrealista fino a raggiungere toni espressionisti.

 machéclothceramicsugar etc.

  

Critica

Fra la copiosa stesura critica di Giuseppe Cascellaabbiamo scelto quelle dei seguenti autori: Maria Teresa Josè Prestigiacomo: scrittrice e giornalista haanchecurato i testi dei cataloghi di mostre d’arte di noti Maestri storicizzatiitaliani e stranieri

(SUGHINUCCITERRUSOTOGOBOTEZPOLIZZIMODICASASSUCOLLI-NIMONTALBANO e tanti altriper la Galleria “ Il Sagittario” di Messina e per altre Gallerie d’arte e/o Fondazioniquali la “Fondazione Mazzullo” di TaorminaPalazzo Duchi Santo Stefano (ME) Critico cinematograficoscrive sceneggiature di film. Nel 2003 ha iniziato la stesura di una sceneggiatura cinematografica che ha per oggetto l’emigrazione siciliana delle Eolienei primi anni del ‘900dipanandosi attraverso una storia d’amore che affonda le sue radici nella memoria di due giovani pronipoti di emigranti americani. Non è stato difficile trovare Giuseppe Cascellail maestro salernitano del Presepioperché è un uomo apertodi grande spiritualitàin nessun modo dedito al businessma tutto proiettato alla comunicazione su di un tema che egli sente dal dentro come una vocazionela stessa che lo lega fortemente al santo di oggiPadre Pio. Un uomo che ha il fuoco della fede dentro di sé e che si prodiga con la semplicità canonica di chi sa costruire quasi dal nullache non dispera maiche vede il bello ovunque. Si aggira tra i materialitutti quelli che la natura fornisceilluminandoli di intimo significatodi francescana memoriadi esaltazione non corporalecome se ciascuno di essi avesse qualcosa da raccontare: la sapienza del tempola cura e la pazienza dell’ “ora et labora”la mobilitazione di ogni risorsa internala risonanza dei colori nella compilazione e magia con la quale sa avvolgere lo spettatore. Trasmette messaggi in tutte le dimensioni dal colossal alla miniatura e lo fa animando tutto quello che lo circonda ed anche l’interlocutore che con lui parla di presepio. Una vita spesatra l’affetto degli amici con i quali lavora tutto intento a dimostrare che si può fare bene anche con poco perché il poco è tanto se lo si rende messaggero delle aspirazioni dell’animache è la semplicità con la quale egli sa creare un’aura e rendere viva un’atmosferaben al di là dell’aria natalizia che noi siamo soliti respirare una volta all’anno. Per Cascella è sempre Natale perché egli inventa e costruisci tutto l’anno presepi forse anche imprimendo l’anima e i ritmi delle stagioni che a Dicembre non sarebbero presenti nel loro fluire. Imprimere dunque un rinnovamento continuouna genesi perpetua di colori e di calore che abbraccia l’umanità. Un messaggio più ampio proprio di chi idealizza e coglie l’essenza della comunicazione. Trovi il divino e la natura in forma imprescindibile perché la natura è la prova che Dio esiste. Costruire a più pianiin altezza in una gioiosa festa di luci che danno chiaroreombre e penombre ai sentierialle cascate d’acqua di cui senti l’armonioso suono che si mescola ai palpiti dell’ambiente circostante. Affiora una creatività che sorpassa l’immaginario per fluire in una essenza religiosa fatta di umiltà e di tenerezza. Ne cogli la freschezza tutta impressa in un colpo d’occhio che ti fa sentire diverso e più genuino. Cascella coglie nel segno perchédopo tuttoil suo è un mondo di “misericordia” cui concorrono i suoi amici che gareggiano per procurare materiali che non disdegnano la presenza di alcuni segni tecnologiciche anzi li recepisce come opera della umana invenzione. C’è in Cascella la consapevolezza dell’arte che egli coltivacome usa dire“senza prezzo” oppure con un prezzo che non può essere definito. Il prezzoin veritàè la soddisfazione di poter comunicare i propri sentimenti portatori di un mondo antico che egli vuole che continui ad esistere. Fantasia e passionespirito e carne nell’immagineche contempli e rivivi. Passato e presente nel fluire del tempo in cui il futuro è una carezza sul passato e un interrogativo sul presente. Un mondo nuovo che egli ipotizza nei suoi presepi dove prevalgono sempre l’ottimismo e la speranza. Una speranza coinvolgente che ti avvince e ti lega. Il nostro lavoro è una parte di ciò che siamoquando ho iniziato a dipingere pensato ai lavori era finitoci fu un altropiù lucidopiù conciso e più perfettoè arrivato secondose si è andato a destra pensato la stessa cosa del prossimo e persino ora ancora cercando la stessacon la stessa domandama con meno auto-criticasenza ansia e con la convinzione che abbiamo sempre dare di più. Sono convinto che l’arte è per la liberazionee lo yogalo zen come una forma di sviluppatore è un altro tipo di intelligenza che non è legata al ragionamentol’armonia di un lavoro è la nostra armonia interiorementre abbiamo trovato abbiamo realizzato. La possibilità di stare insieme significa anche essere in grado di avere la mente in ordineprevenire qualsiasi contaminazione del nostro ambientesia nel nostro lavoro o il nostro quartierela criticadi discussionel’ovvio servono solo a spingerci indietro. Da soli siamo debolidica Van Gogh!Se vivo adessoforsela sua vita sarebbe stato meglio. Ci scusiamo per il disturboappena venuto a meora. Un abrazo

 

 

CONCORSI E PREMI

 Il maestro Cascella il 18 giugno sara’ a ROMA per ritiro premio assegnato MEDUSA AUREA IL PREMIO DELLA CULTURA alle ore 10 nella sala Metisse in via degli Scolopi n 31 ROMA ACCADEMIA INTERNAZIONALE DI ARTE MODERNA Questo Entesorto come gruppo di artisti nel 1955 si è costituito in Accademiacon atto notarile reg./to agli Atti Pubblici di Roma il 4/12/1975 col n° 9810 depositato al Ministero dei Beni Culturali. L’A.I.A.M. è promotrice dei Premi della Culturaregistrato al n° 1/234602 delle opere protette a norma della L. 20/04/41 n° 633 presso Ufficio della Proprietà LetterariaArtistica e Scientifica della Presidenza del Consiglio dei Ministriove è depositato il Trofeo Medusa Aureaopera in bronzo dello scultore Nunzio Bibbò. È altresì editrice del periodico “ACCADEMIA Il Notiziario dell’A.I.A.M.” – Tribunale di Roma n° 16432 del 30/06/76 – Reg. Naz. Stampa ed al R.O.C. n. 449/2001 e di VAL. ARTE (Bollettino Ufficiale della Borsa Valori delle Opere d’Arte). Ha sede in Roma(Italia) alla Via Giulio Sacchetti 10 -00167 Tel./FAX 0039-06.6373303 c.f. 80250430586 c.c.p. n° 11521002. E’ riconosciuta dall’ONU quale O:N.G. col n° ID 886 . E’ in fase di avanzata preparazione la costituzione della “Fondazione A.I.A.M.” al cui patrimonio possono partecipare tutti gli artisti a mezzo di donazione di opereil cui valore trovi riscontro in aste pubbliche recenti. L’opera Giuseppe Cascella ha toccato pressoché tutte le città d’Italiadiffondendola attraverso mostre personali e collettive. Oltre a Nocera Inferioresua città natiahanno veduto sue realizzazioni la Siciliail Laziola Lombardiala Puglia e così via. La città di Urbino è nota in Italia e all’estero anche per ospitare il presepe più grande del mondodi fattura naturalmente cascelliana. L’Artista non disdegna di esporre anche all’estero. La Spagna è fra le nazioni che maggiormente mostra grande ammirazione per le Opere del Pittore. Appenninoun sistema per la promozione del turismo e dei prodotti di eccellenza – http://www.appennino.info A line-up of Nativity scenes From 10th December 2004 to 6th January 2005 hundreds of nativity scenes will be on display in the main tourist sights and along the quaint narrow streets of Urbino. As in previous yearsthere are several ‘stars’ of the show from famous artists in this sphere – Federico Brandani and “Pippi” Balsamini and artists of national acclaim for example Giuseppe Cascella from Salerno. Two regions particularly famous for this art are Puglia and Campania (Naples). The nativity scenes range from those made by local citizensschoolsassociationsdistricts of the town and public authorities of Urbinoto those coming from all over the world. The majority are handcrafted and use a variety of materials – plaster of Parisstonepapier-

  

 

 

Rosa Spinillo

Giuseppe Cascella tra ecclettismo e arte primordiale  Cascellapittore ecletticomescola elementi di opere d’arte classiche e moderne a pitture indianepaesaggi brasilianiillustrazioni botaniche. I suoi dipinti si ispirano alla Tapisserie di Bayeuxe tra i soldati della battaglia trovano posto scimmie cinesi medievalisquarci di paesaggi giapponesiquadri di Matisse e via dicendo. Nel fare arte di Cascella c’è un tutto riconducibile a più stili e in questo risiede il suo orizzonte eclettico. E’ anche un primitivo perché per lui tutto è Unouni-versalericonducibile a un orizzonte cosmogonicoantiescatologicopresocratico: eracliteo. Noi cerchiamo un equilibrio che la cultura dell’estetismo ha avariato o rovinato addirittura. E più avantidopo aver redarguito pur grandissime figure dell’arte moderna come KleeKandiskijArpBrancusiPicasso per avere sparso dogmi stimolanti ma privi di contatto storicoCascella con i suoi innumerevoli stili sembra voler dire: Ora sarebbe arrivato il momento di lanciare questo grande ponte sul passatoche vuol dire sul futuro. Di sottrarre all’improvvisazioneall’enfasi e alla letteratura tutta quanta la produzione. Si tratta di operaresulla scorta dei materiali salvati e paragonati ( il Cristoil presepel’uomol’animalela donna ) l’ideala sostanza: la ragione della cultura figurativasta tratta di recuperare l’evidenza e la continuità organicabiologica quasidelle umane azioni necessarie: e umano e necessario s’intende tutto quel che ha radice e documento espresso sul terreno di tutti i popoli nel tempo e nell’unità strutturale delle varianti e dei paragoni. Sollevare questo sistema come un contrappeso (o come uno specchio) al continuo scendere verso il basso che è proprio dei moti dell’intuizionedell’evocazione spontaneadegli scatti personalie dell’invadenza irrefrenabile delle rivelazioni letterarie facilmente solubili nell’orgianel delirionella vacanza. E questo discorso si chiarifica nella visione di Cascella che rappresenta l’arte dell’uomo primordialesenza filtrigenuinaquasi naif. Giuseppe con la sua pennellata racconta l’animale poliedrico che l’uomo paleolitico esprime è un animale che eglicertamenteha vistoe chein apparenza celebra mimandocon l’ausilio delle memoria visiva: ma nell’atto di esprimerlol’uomo esegue se medesimo traendo fuori di sé l’animaledopo averlo inghiottito. L’uomo ha dentro l’animalese ne liberaper sacrificarlo e restituirlo alla vitauccidendolo con il segno. Più che dire “l’uomo ha visto l’animale”per l’uomo paleolitico si deve dire “l’uomo ha digerito l’animale”. Figurazione è delineazione del digerito. E rimane infine da rilevare che l’uomo paleolitico esprime anche l’animale che difficilmente può aver vistoe alcuni checon certezzanon ha visto. Dunque la tesi fondamentale è che l’arte nasce da un atto di digestione e deiezioneda un flusso desiderante di trasformazionequasi biologicointerrotto solo nell’atto di creazione che è primordiale e in qualche modo letalemortalema anche sorgivo. Questo per certi versi ci fa pensare al gesto nella pittura di Cascellaalla pennellata mutevolecome mutevole è il suo stile. Il processo di formazione espressiva dell’uomo primordiale è un continuo flussoun processo inalterabile di integrazione simultanea: è incessante presa di possesso del mondoposto dalla immaginazione come pura captatio. Il segno è figurala figura è attol’atto è unitàcomunioneintegrazionegenerazionel’unità è il divinoil divino è figurala figura è segno. Così come azione e simbolo sono l’unica e medesima realtà. Giuseppe esegue se medesimo traendo fuori di sé l’artistadopo averlo inghiottito. Egli è un artigiano che ha dentro di sé l’artistase ne liberaper sacrificarlo e restituirlo alla vitauccidendolo con il segno. Più che dire “Cascella ha visto l’artista”per Cascella si deve dire “Cascella ha digerito l’artista”. Poesia è delineazione del digerito. E rimane infine da rilevare che Giuseppe esprime anche l’artista che difficilmente può aver vistoe alcuni checon certezzanon ha mai visto. Ma che centra questa intuizione che mi fa assimilare l’uomo paleolitico nell’atto della sua azione artistica primordiale con Cascella? e l’anti-Edipo citato all’inizio? Questa dell’anti-Edipo è una questione che mi ha fatto pensare molto. Si può trovare una vicinanza fortissima di Cascella con l’anti-Edipo all’inizio descrittomi sembra che comunque in lui sia rimasto un residuo di nostalgia dell’origine dell’Iodel primo Io primordialedi un Io magico – religioso che in qualche modo mi fa pensare che in Giuseppe esiste ancora una leggequella dell’artigiano che sa fare arte. In questo magma c’è un solo nomeed è il suogli altri sono più o meno fittizicome supporti. È la mens generaleil torbido totalela febbre che scivola dentroquello che lui fa quando dipinge o crea il presepe più bello del mondo. Nasce così la prima idea di significareè certo uno degli atti più fortiun raptus…oppure: ecco un’opera che poteva essere fatta soltanto oggiecco un’azione che poteva essere compiuta oggi soltanto. Ma io credo che bisogna scrivereo dipingerein pectorein orein aenigmatein symboloin speculoin vacuole sole strade verso l’aperturai soli strumenti di scandaglioil primordiale Cascella quando dipinge non fa diversamente dal suo uomo paleolitico con gli animali disegnati sulle pareti della caverna che più su ho citato: basta sostituire all’uomo paleolitico il nome di Giuseppe e quello degli animali con le pitturee dalla stessa frase di primasostituendo figurazione con poesia. Cascella con le sue opere multicoloribellissimevariegate resta un ecletticointeressato a tutte le espressioni artistichema questo non è un malema l’estrema capacità di orientare la sua intelligenza poliedrica verso nuove formestilicolori e culture diverse. I soggetti raffiguraticoncepiti in una delicata e singolare armoniahanno ben evidenziatoil suo l’interesse per il naturalismo veristico della sua terra. In cerca di un linguaggio che rispondesse al “suo bisogno di autenticita’ e di poesia”Cascellasi è “affacciato” nel mondo della pittura da autodidattanei suoi dipintieseguiti prevalentemente su telafa rivivere – rimanendo saldamente ancorata ad una raffigurazione semplice e spontaneaaccenti più lirici che formali. Ciò che colpisce in modo particolare delle opere di Giuseppeè la semplicitàche diventa spesso “il mezzo preferenziale per una visione in cui le dominanti cromatiche hanno un effetto distintivo”. Quello però che più conta in tutto il suo lavoroè proprio quella sua capacitànon ricercata ma quasi naturaledi raffigurare i soggetti da lui preferitiin visione di sintesi e permeati a volte da un alone di reminiscenze impressioniste“a specchio della sua anima”. Poetici scorci polverosiuno dei tanti interni con scaffali stracolmi di libri e rivistesovrapposte in modo disordinatofra brocche e terraglie sbrecciatequadrivasi con delicati fiori appassiti. Il tono si fa intimosi scopre un rapporto dinamico ed armonico fra le cose e con le coseassente qualsiasi luce naturalequasi che l’artista volesse dimostrare che stando dentroin un luogo protettoè possibile pensaredipingerevivere meglio. Umorimeraviglieabbandoniironie. La tavolozza si scurisce in toni brumosiaccordi di marroni e neri strapazzatirichiami stilistici al ‘600 con Frans Halsbianchi opacizzatigrigi-argento firmano il rapporto dell’uomo con l’ambientele cose scelte o che ti scelgonoil gusto per le anticaglieper gli oggetti dei rigattierile stoffe stintele poltrone azzoppate. Immagini che trasudano magia ed evocazioneil vissuto della propria storiadelle radici in cui l’uomo si rifugia e si difende dal mondo. Il suo studiola sua tanasi trasforma in una sorta di caldo grembo materno dove gli oggetti “vissuti” parlano un colorato lessico familiare. Appare come un impulso “genetico”una piega dell’interiorità che si volge con pienezza verso i territori della pittura. La maniera di Cascella indugia con totale frenesia dentro le cose della pittura come se questa materia espressiva fosse una lingua speciale imparata per dare libero sfogo all’ immaginazione. Carattere e spregiudicatezza dei gesti cheesercitati con il pennellosi perpetuano inesorabilmente da molti anni in questo artista colmo di un “furor” magnetico e folgorante. Squarci della memoria che offrono visioni di nostalgia montanadove gli abitanti di questa vita si realizzano attraversando la natura e il tempo che pare si sia fermato. Gesti canonici della pittura che assommandosi producono immagini dal gusto robustoche riportano il pregio e la volontà dell’arte ancora pervasa di quell’aura che proviene dai primordi. Segnalazioni di panorami verdeggianticarichi di intenzioni cromatiche manifestamente puretimbri intensamente lasciati nella loro esistenza senza compromesso alcuno. Colori che sembrano fuggiti da una qualche prigione psicologica e che vagano nella loro pulsioneche sembrano esplodere in un orda di ritmo e di felicità. Un cuore che rimbomba sta dietro le quinte di questa pittura visceraledi questa celebrazione sinceradi questo impianto che lavora variamente sopra nostalgie visive dei territori alpinisi condensa in simbologie intese come dialogo perenne fra Uomo e Natura. Passione per il “classico” che si esplica in “naturalismo vorticoso”magma della vita che emerge fra le stesure screziate di segni spiraliformiintrecci di linee brillanti e di stratagemmi per raggiungere il profondo dell’anima. Eccolal’opera ultima che contraddistingue il percorso tradizionale eppure carico di significati ed affetti di Giuseppe Cascella. E siamo in un paesaggio immaginario dove non viene indicata nessuna presenza umanadove le cose ancora accadono per il volere di un energia profonda che è quella che fa girare il mondo. Suggestioni fresche di chiara matrice naifsogni e reminiscenze dell’afflato romantico che attraversò anche l’animo di Vincent Van Goghdi Antonio Ligabueardore e volontà di esserci cercando di distogliersi dal vuoto dell’esistenzaabbandonando le terre del nero per sporgersi sopra i terrazzi pensili dell’arte del colorequella che venne perseguita in forma di “macchia” da tutti i grandi autori del passato.Cascellaincurante delle leggi e degli accordi che spesso si insinuano pericolosi nel mondo della comunicazione sensibileancora una volta si rivolgeo meglioviene chiamato come fosse un “ Profeta” dalla sua autentica passione: “la Pittura”.

 

CELITO MEDEIROS

CascellaÉ um grande prazer ter visitado obras belíssimas típicas de artistas italianos que congrega muitos italianos. Conheço a bela Itália e sou admirador da arte e literatura. Abraços do Celito Medeiros Curitiba – Paraná – BRASIL il piu grande critico del nostro tempo giuseppe de rosa memorizzata.

 Prof. Giuseppe De Rosa

La ringrazio per le cordiali e generose parole che ha dedicato alla mia rubrica Il Collezionista inmentre ribadisco la mia ammirazione per la Sua opera d’artista che continua ad onorare con dedizione il faticosoma indispensabile lavoro della creatività d’Autore. E’ la creatività degli artistila loro continua creazione della Bellezza che hanno – nei secoli – migliorato il mondo rendendolo meno crudele di quantopurtropponon sia di per sé… fino ai giorni nostri. Nell’augurare a Lei ed al Suo encomiabile lavoro il successo che meritavoglia gradire i miei saluti più cordiali. prof. Giuseppe De Rosa OPERE DEBONI E CASCELLA IN SICILIA NELLA CASA-MUSEO ESPOSTE LE OPERE DI CASCELLA Le Opere donate dal Maestro Giuseppe Cascella sono pervenute nello scorso mese di febbraio e si trovano già esposte nel piano nobile della CASA-MUSEO “Vincenzo Piccione d’Avola”tantissimi i visitatori non appena si è diffusa la notizia. I doni di Cascella sono di una bellezza artistica straordinaria: Il Presepe (h. m 111-largh. Cm75 – prof. Cm 48) è un capolavoro d’arte presepialeesso si sviluppa in altezza e presenta pittoreschi anfratti rocciosiove si aprono le case dei pastori e degli artigiani ein bassol’antro della Santa Grotta di Bethelm. Tutta l’ambientazione e la scenografia dell’Opera presepiale del Cascella fa un sapiente riferimento alle architetture rupestri del Sud Italia. Oltre a questo prezioso Presepel’illustre Maestro Cascella ci ha fatto dono di un suo capolavoro in pittura: si tratta di un olio (cm 80 x cm 60) ove splendono di luce propria i colori stupendi e unici della “PRIMAVERA CASCELLIANA”. La Pittura del Cascella nella Casa -Museo costituisce per il momento un “unicum”anche se il Maestro già ci ha assicurato che altre Sue Opere e altre di Suoi Amici Artisti arricchiranno notevolmente nel tempo le Collezione musealiavviate nel 1970 dal fondatoreProf. Vincenzo Piccione d’Avola.

 

Alberto Presutti

 

Il tuo sapere è anticofamiliaretradizionaleil tuo occhio più levigato del chiarore del cielole tue mani energia pura del volerela tua Arte fatica e sognodesiderio e vitaTu che percepisci il dettaglio e ne fai creazione artistica di valore. Ma anche tanta semplicità nel darela felicità altrui è la tua che doni coi tuoi pezzi artigianali un alito di bellezza a una stagione fredda come il nostro tempo.

 

San Juan de la Cruz
Romances (fragmento) Estimado Giuseppe: Agradezco mucho sus comentarios respecto a mi pintura religiosa. He visitado con mucho gustosu sitio de internety su trabajo me parece admirable y con una calidad artística extraordinaria. Me siento muy contenta de ver que existen en el mundo modernopersonas con tan grande espiritualidad. Lo felicito de todo corazón y le deseo que siga alabando a Dios en el pesebre y con elloinspirando a otros en esta devoción. Reciba un cordial saludo y permítame compartir con usted éste fragmento de San Juan de la Cruz relativo a la Natividad. Angélica Del Nacimiento. Ya que era llegado el tiempo en que de nacer habíaasí como desposado de su tálamo salía abrazado con su esposaque en sus brazos la traíaal cual la graciosa Madre en un pesebre poníaentre unos animales que a la sazón allí había. Los hombres decían cantareslos ángeles melodíafestejando el desposorio que entre tales dos había. Pero Dios en el pesebre allí lloraba y gemíaque eran joyas que la esposa al desposorio traía. Y la Madre estaba en pasmo de que tal trueque veía: el llanto del hombre en Diosy en el hombre la alegríalo cual del uno y del otro tan ajeno ser solía.

 


L’a.i.a.m. GARANTISCE L’AUTENTICITà  DELLE OPERE DEI PROPRI SOCI .
LE OPERE DONATE AL PATRIMONIO  ACCADEMICO NON SONO DISPONIBILI.   
iL PREZZO ATTRIBUITO AD ALCUNE OPERE E’ TRATTO DALLE INDICAZIONI DEL MERCATO E DALLE ASTE PUBBLICHE  E NON DENOTA LA DISPONIBILITà DELLE StESSE.
LE OPERE DISPONIBILI SONO DI PROPRIETà DEGLI ARTISTI , O DEI SINGOLI PROPRIETARI , E VENGONO OFFERTE OCCASIONALMENTE A TITOLO ESEMPLIFICATIVO


A.I.A.M.
 via Giulio Sacchetti, 10  B/16
 00167 Roma Italy
 Tel.Fax
 +39 06 6373303
 
E-Mail:
accademia@aiam.it