ASSENZA
Vedi? Nemmeno
un’ombra nell’accecante chiarità del giorno. Sole a picco sul mare increspato, immensa distesa d’ìndaco puro, vivo, fremente.
Immobile l’aria, immobili i rami di palma, lievi silenti flabelli nel meriggio assolato. Di verdi fronde tace lo
stormire, muti i canti d’uccelli.
Sotto di noi sta l’ombra.
Vedi? Restiamo soli. Assente il nostro doppio che
c’insegue nella limpida mattina d’estate, che c’insegue al crepuscolo nell’ultimo riverbero del sole.
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DERIVA
Zattera abbandonata alla deriva l’anima mia, senza più rotta
vera, sàrtie, vele, timone. Lievi correnti infide lambiscono, carezzano il legno mio vagante senza meta.
L’anima, zattera senza più
stella polare, nereggia sola sul mare che invita, che trascina nel suo
grembo.
Immemore del varo, ignara dell’approdo, vaga la zattera. Scivola lenta sopra l’immensa distesa vibrante nell’ombra, che nasconde un vortice letale.
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