54 esima Biennale d’Arte di Venezia
dal 4 giugno
ILLUMInazioni: i molteplici linguaggi
dell’arte contemporanea si confrontano quest’anno con la luce estatica di
Tintoretto
Di Francesca Graziano
A prendere le distanze da coloro che
intendono ancora la Biennale come una grande mostra a tema, ci pensa Bice
Curiger, neo-direttore della 54esima edizione della Biennale di Venezia che
intende leggere il corso dell’arte contemporanea volgendo lo sguardo anche
all’eredità del passato “Le biennali… dice- sono un luogo di convergenza e
di intersezione, o sovrapposizione, delle diverse prospettive, un luogo in
cui esperienze contrastanti della realtà, diverse aspettative dell’arte si
intensificano, si affilano, si fanno più significative”. Incertezze,
inquietudini, dubbi, interrogativi, disagi, irritazione anche, sono tutti
sentimenti, sensazioni, percezioni, pensieri messi in conto per un’arte che
ha fra l’altro il compito non facile di rispecchiare una contemporaneità
altamente eterogenea e massimamente inquieta. La riflessione sull’arte non
è fatta per il consumatore frettoloso, né porta in sé soluzioni per i
conflitti intrinseci alla natura umana o tra culture e società diverse.
Soluzioni, che per la complessità stessa della natura umana, sono
pertinenti e delegate ad altri territori, quali la psicologia e la
filosofia. L’arte può talvolta Illuminare, si spera, sollecitando essa
contemporaneamente emozione, percezione, pensiero. E’ un po’ il senso del
titolo-filo conduttore della Biennale 2011, che prende Tintoretto come nume
tutelare per un futuro che si prospetta poco roseo. Da questo o simile
assunto è partita la curatrice nel preparare la mostra, nel prefigurarsi
e nel dare una traccia di comprensione al visitatore, troppo spesso
sopraffatto dai significati (e qualche volta dalla loro mancanza), dal
numero di artisti ed opere presenti in manifestazioni del genere. La
Biennale 2011 riunisce artisti, molti già noti internazionalmente, come
Luigi Ghirri, Llyn Foulkes, Jack Goldstein, Gianni Colombo, Norma Jaine,
Markus Schinwald, Tim Davies, Hany Armanius, Ayse Erkmen, Aidan Salakhova…
Monika Sosnowska, Franz West, Song Dong e Oscar Tuazon sono stati invitati
a realizzare dei para-padiglioni che ospitano soluzioni di carattere
architettonico e culturale di altri artisti. Con un’attenzione particolare
agli under 40 e una partecipazione di italiani , donne soprattutto,
decisamente ragguardevole. E’ impossibile dar conto degli artisti e delle
opere che affollano l’esposizione, che ognuno percorrerà seguendo gusti,
sensazioni, percezioni, impulsi personali ed illuminazioni, come del resto
suggerisce il titolo . La partecipazione dei Paesi stranieri è lievitata a
88 presenze, un record per l’Esposizione veneziana. Debuttano Andorra,
Arabia Saudita, Bangladesh, Haiti, tornano India, Congo, Iraq, Sud africa,
Costa Rica, Cuba… ILLUMInazioni , si scritto proprio così, è dunque il
filo conduttore scelto da Bice Curiger , ogni opera nella Mostra avrà lo
scopo dichiarato di creare un percorso emozionale, un generatore di
interesse, che possa condurre il visitatore a farsi domande, a comunicare
con gli altri per capire e procedere in tutte le interpretazioni e
illuminazioni possibili, favorendo il dialogo fra le opere e con le opere.
Un intento molto concettuale atto a lasciare libere le potenzialità
dell’essere umano, affinché vengano sollecitati i vari livelli di
comprensione. Linguaggi diversi, tra video, performance, fotografia,
pittura, scultura, per un gigantesco flash sulla contemporaneità
immerso tra i giardini di Castello e i decadenti edifici dell’Arsenale, le
Corderie e le sale del Padiglione Italia, la 54esima Biennale propone
diversi esordi, con una particolare attenzione agli under 40. E a un
progetto decisamente complesso si è ispirato il funambolico Vittorio
Sgarbi, curatore del Padiglione italiano, nel proporre all’attenzione del
visitatore una Biennale totale, un inventario il più completo possibile
dell’attuale arte italiana .